Il legame tra Jasmine Paolini e il Roland Garros non è mai stato banale, ma l’ottava partecipazione consecutiva sulla terra battuta di Parigi assume i contorni di un vero e proprio bivio stagionale. Fu proprio sui campi dello Slam transalpino che, nel 2019, la tennista toscana disputò il suo primo tabellone principale a livello Major. Oggi, a distanza di sette anni da quel debutto, Jasmine torna all’ombra della Tour Eiffel con una missione chiara e vitale: invertire l’inerzia di un inizio di stagione che le è stato tutt’altro che amico.
Il 2026 della campionessa azzurra si è aperto sotto una nuvola grigia. I numeri non mentono: nessun titolo messo in bacheca e, nei sei tornei di categoria WTA 1000 finora disputati, il cammino si è arenato al massimo agli ottavi di finale. Questa prolungata flessione di risultati ha generato una conseguenza dolorosa, ovvero l’uscita dalla top ten mondiale dopo ben 101 settimane consecutive di permanenza nell’élite del tennis femminile.
Dal sottobosco delle qualificazioni al volo del 2024: la storia a Parigi
Il percorso parigino di Paolini è stato un autentico saliscendi di emozioni e delusioni. I primi approcci con la terra rossa di Porte d’Auteuil videro l’azzurra masticare amaro, eliminata al primo turno delle qualificazioni sia nel 2017 (contro l’americana Bethanie Mattek-Sands, allora divisa tra singolare e doppio) sia nel 2018 (per mano della russa Vitalia Diatchenko). Nel 2019 arrivò finalmente lo sblocco del tabellone principale, fermato però al primo turno da Daria Kasatkina. Nel biennio successivo arrivarono due sconfitte al secondo turno: nel 2020 contro Petra Kvitova — in un match dove Jasmine mostrò comunque che il “buon sottobosco” tecnico c’era tutto — e nel 2021 contro Maria Sakkari. Il 2022 fu l’anno del match-trappola perso al tie-break lungo del terzo set contro Irina-Camelia Begu, seguito nel 2023 da un altro stop al secondo turno contro Olga Danilovic.
Il vero e proprio capolavoro sportivo si è materializzato nel 2024, l’anno del volo straordinario fino alla finale. Una cavalcata entusiasmante fatta di successi logoranti e diversi tra loro: nell’ordine caddero Saville, Baptiste, Andreescu e Avanesyan, prima di un quarto di finale interpretato magistralmente contro Elena Rybakina e della semifinale dominata contro Mirra Andreeva. L’atto conclusivo sbatteva contro il muro di una Iga Swiatek allora imbattibile.
L’edizione del 2025, invece, ha lasciato un sapore decisamente più acido: dopo le fatiche contro Yue Yuan e i successi agevoli su Tomljanovic e Starodubtseva, il cammino si interruppe bruscamente contro Elina Svitolina in un match drammatico, condito da match point mancati che l’azzurra non ha digerito. Una ferita parzialmente rimarginata dalle immense soddisfazioni nel circuito di doppio in coppia con Sara Errani: dopo la finale del 2024, nel 2025 è arrivato uno storico titolo che ha consacrato Paolini come giocatrice di classe mondiale anche nella specialità di coppia.
I segnali di ripresa: dalle lacrime di Stoccarda alla battaglia di Roma
Oggi lo scenario è radicalmente mutato. Per la prima volta dopo molte stagioni, Paolini si presenta a Parigi a fari spenti, senza i favori del pronostico ma con la ferma intenzione di riprendersi il proprio status. La fiducia, che solo un mese e mezzo fa appariva quasi distrutta, sta tornando un mattoncino alla volta grazie a un’evoluzione fisica e mentale ben visibile nei recenti tornei europei.
Il punto più basso era stato toccato a Stoccarda, dove si era vista una Jasmine visibilmente giù di corda, fino alle lacrime versate direttamente sul terreno di gioco. Il processo di guarigione agonistica è iniziato a Madrid, dove l’azzurra ha mostrato maggiore convinzione nonostante la sconfitta subita da una Hailey Baptiste in stato di grazia. I definitivi segnali di guarigione sono giunti poi a Roma, nella durissima battaglia contro la belga Elise Mertens. Quel match ha certificato che Jasmine, seppur non ancora sui livelli strabilianti a cui aveva abituato il circuito, è in netta e costante ripresa.
L’incognita del sorteggio e la caccia al sorriso perduto
Oltre alla ricerca della forma migliore attraverso partite di buon livello, la spedizione parigina di Jasmine Paolini sarà inevitabilmente legata ai capricci dell’urna. L’obiettivo e la speranza della vigilia è quella di evitare di finire per l’ennesima volta nel lato di tabellone presidiato da Aryna Sabalenka, un incrocio sfortunato che si è ripetuto con sconcertante puntualità in quasi tutti i sorteggi di questo inizio di 2026.
Al netto delle avversarie e dei calcoli del ranking, Parigi rappresenta il palcoscenico ideale per ritrovare la scintilla. Il tennis italiano si augura di rivedere sulla terra rossa francese quella versione della toscana capace di esaltare le folle, restituendo al circuito mondiale quel sorriso contagioso che l’ha sempre distinta e che rappresenta, da sempre, la sua arma più forte.

