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Il rosso di Parigi si tinge nuovamente con i colori del Tricolore. Sul leggendario palcoscenico del Court Philippe-Chatrier, Sara Errani e Andrea Vavassori hanno completato un’autentica impresa, laureandosi campioni del doppio misto al Roland Garros 2026 per il secondo anno consecutivo. Nell’atto conclusivo dello Slam francese, il sodalizio italiano ha piegato la fiera resistenza della coppia nordamericana composta dalla canadese Gabriela Dabrowski e dallo statunitense Evan King. Il tabellone ha recitato 4-6, 6-3, 10-4 al termine di un’ora e ventidue minuti di pura intensità agonistica, certificando una superiorità che nella specialità non conosce ormai confini.

Con questo ennesimo capolavoro, il binomio azzurro blinda la propria leadership mondiale nel circuito combinato. Si tratta del quarto alloro Major conquistato insieme dalla coppia, capace di inanellare una sequenza da brividi: la doppietta parigina (2025-2026) e i due trionfi consecutivi sul cemento degli US Open. Un cammino leggendario che ha letteralmente riscritto gli annali del movimento tennistico italiano, dato che prima della nascita di questa intesa nessun duo interamente azzurro era mai riuscito a salire sul gradino più alto del podio in un torneo dello Slam di doppio misto.

La leggenda infinita di Sara e la maturità di “Wave”

Le statistiche che accompagnano questo trionfo tratteggiano profili sportivi di proporzioni monumentali. Per Sara Errani, che alla soglia dei 39 anni continua a ridefinire i concetti di longevità e passione, questo successo rappresenta il decimo titolo Slam della carriera. Una bacheca sterminata che comprende sei sigilli nel doppio femminile (cinque storici con Roberta Vinci e uno recente con Jasmine Paolini) e quattro nel misto. Per la fuoriclasse romagnola si tratta inoltre della quindicesima finale della carriera in un Major, conteggiando anche i trascorsi in singolare.

Al suo fianco si consacra definitivamente Andrea Vavassori, che mette in bacheca il suo quarto titolo dello Slam, confermando una crescita esponenziale che lo ha portato a disputare finali di primissimo piano anche nel doppio maschile sia a Melbourne che a Parigi. Dall’altra parte della rete si sono arresi due specialisti assoluti: King ha dovuto digerire il secondo boccone amaro consecutivo contro gli italiani, mentre Dabrowski è uscita dal campo a testa alta, confermandosi tra le big del circuito mondiale e ancora in corsa nel torneo femminile.

Dalla falsa partenza al trionfo: la cronaca della rimonta azzurra

La sfida sul Centrale non era iniziata sotto i migliori auspici per i colori italiani. Nelle battute iniziali, Dabrowski e King sono scesi in campo con il piede premuto sull’acceleratore, capitalizzando al massimo un avvio contratto e falloso dei nostri portacolori. Con due break fulminei, la coppia d’oltreoceano è volata rapidamente sul 4-0. Sotto il peso del parziale, Errani e Vavassori hanno saputo soffrire, accorciando le distanze con un parziale contro-break, senza tuttavia trovare lo spunto per riaprire completamente la frazione, conclusasi 6-4 a favore dei rivali.

Il secondo parziale ha registrato la totale inversione dei valori in campo. Vavassori ha preso in mano le redini del gioco sbarrando la strada a rete, mentre Errani ha iniziato a tessere le sue solite tele geometriche, leggendo in anticipo ogni mossa degli avversari. La pressione della testa di serie numero uno ha sgretolato le certezze dei rivali, traducendosi in un doppio break per il 5-1 in un baleno, poi convertito in un solido 6-3 nonostante un sussulto d’orgoglio dei nordamericani.

Nel decisivo super tie-break la tensione si è sciolta per far spazio al monologo azzurro. La coppia italiana ha disputato un parziale rasente la perfezione tattica, blindando i propri turni di battuta e aggredendo la risposta con chirurgica precisione. Il margine di sicurezza accumulato nelle prime battute è stato gestito con glaciale freddezza fino al definitivo 10-4, il punto esclamativo che ha dato il via alla festa italiana sul Centrale di Parigi.