C’è qualcosa di profondamente poetico, e quasi cinematografico, nel trionfo che si è consumato sulla scacchiera degli Europei Individuali 2026. In una disciplina dove i titoli e i punteggi ELO solitamente dettano gerarchie inscalfibili, un ragazzo di diciotto anni ha stracciato il copione, realizzando un’impresa mai vista prima nella storia della rassegna continentale.
Roman Dehtiarov, classe 2008, è il nuovo Campione d’Europa. Non è un Grande Maestro, o meglio, non lo era fino a pochi istanti dopo l’ultima mossa. È un Maestro Internazionale ucraino, partito come numero 126 del tabellone, che ha scalato una montagna di giganti fino a guardare tutti dall’alto.
L’assalto finale: Guijarro cade sotto i colpi del “cemento armato”
L’ultima giornata è stata una sinfonia di coraggio. Dehtiarov si presentava al turno decisivo nel gruppo dei leader, a quota 8/10, con il peso di una nazione sulle spalle e il sogno del titolo a portata di mano. Di fronte a lui, il fortissimo spagnolo David Anton Guijarro.
L’ucraino non ha giocato per il pareggio, né ha aspettato l’errore dell’avversario. Ha attaccato con una furia agonistica d’altri tempi, scatenando una tempesta sull’ala di Re del Gran Maestro iberico. Dopo 42 mosse di rara intensità tattica, Guijarro è stato costretto all’abbandono. Con un punteggio finale di 9/11 e una performance ELO mostruosa di 2781, Dehtiarov entra nel club ristretto dei campioni ucraini, succedendo a miti come Vasyl Ivanchuk e Alexander Moiseenko.
Il regolamento FIDE, davanti a tanta grazia, si inchina: grazie al titolo continentale, Roman ottiene automaticamente il titolo di Grande Maestro, saltando la trafila burocratica delle tre norme. Alle sue spalle, il podio è tutto azero con Nijat Abasov, Aydin Suleymanli e Mahammad Muradli (tutti a 8,5/11), spettatori della domenica di gloria del ragazzo di Kharkiv.
Orgoglio azzurro: le luci e le ombre della spedizione italiana
Mentre Dehtiarov riscriveva la storia, la pattuglia italiana viveva una giornata di forti emozioni e qualche rimpianto. Sabino Brunello ha accarezzato a lungo il sogno di entrare nella Top 40. In una partita logorante contro il Maestro FIDE azero Shahin Valiyev, l’italiano ha cercato di forzare un finale sbilanciato (Donna e Torre contro Donna e Alfiere). Nonostante la pressione costante, Valiyev ha retto l’urto per 50 mosse, strappando una patta che lascia a Brunello l’amaro in bocca ma la consapevolezza di un torneo solido (54° finale).
Sorride invece Lorenzo Lodici. Il numero uno d’Italia ha affrontato la Siciliana Najdorf del tedesco Jasper Holtel rispolverando l’Attacco Adams (6. h3), una linea aggressiva amata dai grandi del passato. Dopo aver mancato un paio di opportunità, Lodici ha gestito con maestria un finale con tre pedoni di vantaggio, costringendo il rivale alla resa alla 60ª mossa.
Note positive anche per Luca Moroni, che ha piegato il tedesco Atoyan in 43 mosse grazie a una gestione magistrale del tempo e a un’aggressività letale sulla ottava traversa. Chiude con onore anche Francesco Bettalli, nonostante la sconfitta contro il GM ungherese Peter Acs: il suo europeo resta un manifesto di crescita tecnica.
Il dramma del derby: 119 mosse per un finale da manuale
Una menzione speciale va al derby azzurro tra Carlo Marzano e Neven Hercegovac. Non è stata solo una partita, ma una battaglia di nervi durata 119 mosse. Hercegovac è riuscito a spuntarla portando a compimento uno dei finali più complessi e rari da vedere a questi livelli: Alfiere e Cavallo contro Re solo. Una dimostrazione di tecnica purissima che ha strappato gli applausi dei presenti, nonostante la stanchezza infinita dei due contendenti.
Purtroppo, nessuno dei nostri portacolori è riuscito a staccare il pass per la World Cup 2027 (riservata ai primi 20), ma la missione per il prossimo anno è già tracciata.
La città del cemento armato: il segreto di Roman
Ma la notizia che oggi fa il giro del mondo non riguarda solo i pedoni e i cavalli. Pavel Eljanov, leggenda del volley ucraino e mentore di molti giovani talenti, ha svelato un retroscena commovente su Dehtiarov. Nel 2022, durante i primi, tragici giorni dell’invasione russa, Eljanov cercò di evacuare Roman e la sua famiglia verso l’Inghilterra.
Il ragazzo, allora quattordicenne, rifiutò all’ultimo secondo. Non voleva lasciare suo padre a Kharkiv, in una città che stava diventando l’inferno in terra. È rimasto sotto le bombe, ha studiato scacchi tra i rifugi, ha forgiato il suo carattere nel pericolo. “Non per nulla la nostra Kharkiv è chiamata la città del cemento armato”, ha scritto Eljanov. Oggi, quel cemento è diventato oro europeo.
CLASSIFICA FINALE AZZURRI (Punti, Performance, ELO)
| Posizione | Giocatore | Punti | Performance | Variazione ELO |
| 54° | Sabino Brunello | 7/11 | 2582 | +10 |
| 91° | Lorenzo Lodici | 6,5/11 | 2516 | -11 |
| 121° | Luca Moroni | 6,5/11 | 2474 | -10 |
| 224° | Francesco Bettalli | 5,5/11 | 2426 | +12 |
| 230° | Neven Hercegovac | 5,5/11 | 2219 | -18 |
| 302° | Nicolas Perossa | 5/11 | 2237 | -30 |
| 374° | Carlo Marzano | 4,5/11 | 2077 | -10 |
IL PODIO CONTINENTALE
- Roman Dehtiarov (UKR) – 9/11 🏆
- Nijat Abasov (AZE) – 8,5/11
- Aydin Suleymanli (AZE) – 8,5/11

