Il 2026 degli scacchi azzurri si apre con un acuto internazionale che porta la firma di Luca Moroni. A poche settimane dalla riconquista del titolo di Campione d’Italia, il Grande Maestro di Desio ha iniziato il nuovo anno solare confermando uno stato di forma eccellente, mettendo il proprio sigillo sulla 24ª edizione del Prague Open. Un successo storico, non solo per il prestigio della kermesse boema, ma perché Moroni diventa ufficialmente il primo scacchista italiano a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo.
Un cammino in salita: dalla falsa partenza al recupero
Presentatosi ai nastri di partenza con un ELO di 2560 — punteggio che lo indicava come il favorito numero uno del tabellone con un margine netto sulla concorrenza — Moroni ha dovuto gestire la pressione del pronostico fin dalle prime battute. Il torneo, tuttavia, non è iniziato secondo i piani: una patta d’esordio contro l’outsider locale, il ceco Juraj Steiner, ha immediatamente costretto l’azzurro a una rincorsa psicologica oltre che tecnica.
La reazione del campione italiano è stata però implacabile. Moroni ha saputo far valere il proprio spessore tecnico contro una batteria di giovanissimi talenti affamati di gloria. Ha superato in sequenza la polacca Agnieszka Slusarczyk (classe 2014) e il tedesco Paul David Peglau (2013), prima di trovarsi di fronte a uno dei prospetti più interessanti del panorama mondiale: l’undicenne slovacco Tomas Andre. Contro il piccolo fenomeno (già capace di un ELO 2202 a soli 11 anni), Moroni ha sfoderato una partita d’esperienza, domando l’esuberanza del rivale con una gestione posizionale magistrale.
Lo sprint decisivo: tre vittorie per la storia
Dopo una seconda patta di estrema precisione tecnica contro il tedesco Tobias Kuegel al quinto turno, Moroni ha innestato le marce alte. La fase centrale del torneo è stata un monologo del brianzolo, capace di infilare tre vittorie consecutive che hanno spaccato la classifica.
Dapprima ha regolato il turco Yunus Emre Gunebakan (classe 2010), poi ha travolto l’ucraino Valentyn Prokofiev, residente proprio a Praga, in un match che ha visto l’azzurro dominare nonostante l’estrema (e quasi vana) resistenza dell’avversario, rimasto in partita anche con tre pezzi di svantaggio. Il vero capolavoro è arrivato però all’ottavo turno: la sfida contro l’indiano Saha Neelash (secondo miglior ELO del torneo) è stata una lezione di scacchi. La vittoria finale, descritta dagli osservatori come un mix di arte e rigore geometrico, ha consegnato a Moroni il punto di vantaggio necessario per gestire l’ultimo turno in totale tranquillità.
Il verdetto: Moroni consolida il suo rating
L’ultima fatica contro il GM tedesco Hagen Poetsch si è conclusa con una patta rapida e professionale, utile a sigillare il trionfo a quota 7,5 punti su 9. Dietro di lui, sul podio, si sono accomodati proprio i suoi principali inseguitori, Neelash e Prokofiev, a testimonianza di un torneo dal livello tecnico complessivo decisamente elevato.
Oltre al trofeo, Moroni porta a casa un piccolo ma significativo bottino in termini di ranking: un incremento di 2,9 punti ELO, che lo proietterà a quota 2563 nella prossima lista FIDE ufficiale. In un torneo dove veterani del calibro di Oleg Korneev, Mihajlo Stojanovic e l’autorevole teorico Bogdan Lalic sono finiti lontani dalle posizioni di vertice, Luca Moroni ha dimostrato che vincere da favoriti non è mai un esercizio scontato. Il GM di Desio ha saputo alzare il livello del gioco nel momento del bisogno, confermandosi come il faro del movimento scacchistico nazionale anche in questo avvio di 2026.
Classifica Finale – Prague Open 2026 (Top 5)
| Pos | Giocatore | Titolo | Nazione | Punti |
| 1 | Luca Moroni | GM | ITA | 7.5 |
| 2 | Saha Neelash | IM | IND | 7.0 |
| 3 | Valentyn Prokofiev | FM | UKR | 7.0 |
| 4 | Juraj Steiner | – | CZE | 6.5 |
| 5 | Hagen Poetsch | GM | GER | 6.5 |

