Non ci sono più aggettivi per descrivere l’onnipotenza sportiva di Marco Odermatt. Sulla leggendaria Chuenisbärgli, il tracciato che più di ogni altro mette a nudo l’anima dei gigantisti, il fuoriclasse elvetico ha scritto l’ennesima pagina di storia dello sci alpino. Vincendo la tappa di Adelboden 2026, Odermatt è diventato il primo atleta di sempre a imporsi per cinque volte consecutive nel gigante di casa, superando persino il mito di Ingemar Stenmark, che sul muro svizzero si era fermato a quattro successi in serie.
Un numero per l’eternità: 51 vittorie in Coppa del Mondo
Il successo odierno non è “solo” una vittoria di tappa, ma un mattone pesantissimo nel muro della leggenda. Con questo trionfo, Odermatt tocca quota 51 successi nel massimo circuito (la numero 29 tra le porte larghe), eguagliando proprio Stenmark per numero di affermazioni complessive in questa località.
La gara è stata un monologo di precisione e forza fisica. Davanti ai 30.000 tifosi in delirio, l’elvetico ha gestito la pressione con una naturalezza disarmante, pennellando le curve del muro finale e riprendendosi con forza la leadership nella classifica di specialità.
Braathen ci prova, la Francia sorride ancora
Per battere un Odermatt così “stellare”, sarebbe servito un miracolo che non è arrivato, nonostante la prova maiuscola di Lucas Pinheiro Braathen. Il brasiliano, secondo dopo la prima manche, ha sciato all’attacco nella seconda, ma ha dovuto inchinarsi per 49 centesimi al “cannibale” svizzero.
La sorpresa di giornata, che conferma il momento d’oro della nazionale francese, porta il nome di Leo Anguenot. Al secondo podio della carriera dopo quello in Alta Badia nel 2024, il transalpino è stato autore di una prova solida e coraggiosa, risalendo una posizione e chiudendo terzo a 68 centesimi dalla vetta.
Alle loro spalle, il vuoto: il norvegese Timon Haugan (4°) e il connazionale Henrik Kristoffersen (5°) hanno accusato distacchi superiori al secondo, a testimonianza del solco tracciato dai primi tre.
La rimonta folle di River Radamus
Se Odermatt si prende la gloria, l’americano River Radamus si prende il premio della critica. Dopo una prima manche da dimenticare, lo statunitense ha messo in scena una discesa nella seconda frazione che ha dell’incredibile: una rimonta di 24 posizioni che lo ha proiettato fino al settimo posto finale (+1.67). Una prova di carattere che ha infiammato il pubblico di Adelboden quasi quanto il trionfo del proprio idolo.
Amarezza Azzurra: il dramma sportivo di Vinatzer
Il sabato di Adelboden lascia invece l’amaro in bocca alla spedizione italiana. Il sogno di un grande risultato si è infranto sulla lamina di Alex Vinatzer. Settimo dopo la prima manche e in piena lotta per il podio, l’altoatesino è scivolato nella parte alta del secondo tracciato. Nonostante sia arrivato al traguardo, il ritardo superiore ai nove secondi è una condanna che gli impedisce di migliorare il ranking di partenza.
Il migliore degli italiani risulta così Luca De Aliprandini, 18° a +2.79. Una prova d’orgoglio per il trentino, risalito di sette piazze, ma che non basta a risollevare un bilancio complessivo decisamente deficitario per i colori azzurri.
Classifiche: Odermatt vola via
I risultati di Adelboden, complici le uscite dei rivali diretti Schwarz e Brennsteiner, ridisegnano le gerarchie stagionali. Odermatt ora vede la quarta Sfera di Cristallo generale sempre più vicina.
CLASSIFICA GIGANTE ADELBODEN 2026
- Marco Odermatt (SUI): 1:54.20
- Lucas P. Braathen (BRA): +0.49
- Leo Anguenot (FRA): +0.68
- Timon Haugan (NOR): +1.26
- Henrik Kristoffersen (NOR): +1.43
SITUAZIONE COPPA DEL MONDO
- Classifica di Gigante: Odermatt leader con 400 punti (Brennsteiner 305).
- Classifica Generale: Odermatt leader con 955 punti (Braathen 488).

