Fonte: Instagram: martabassino https://www.instagram.com/p/C3LUnffr4iW/?img_index=1

La stagione olimpica 2025-2026 di Marta Bassino rischia di essere finita ancora prima di vedere la neve. Un velo di tristezza e preoccupazione è calato sull’ambiente dello sci alpino italiano dopo la notizia del grave infortunio occorso alla campionessa piemontese in un incidente in allenamento sulle nevi della Val Senales. A pochi giorni dall’inaugurazione della Coppa del Mondo a Sölden, Bassino ha subito la frattura laterale del piatto tibiale della gamba sinistra, un crack che la costringerà ai box per un periodo stimato tra i quattro e i sei mesi.

Intervento riuscito, ma il danno è “importante”

Nella serata di mercoledì 23 ottobre, Marta Bassino è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico presso la Clinica La Madonnina di Milano. L’operazione, effettuata da un team specialistico, è stata commentata dal Dott. Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica FISI, che ha fornito un quadro clinico dettagliato.

“L’intervento è andato bene,” ha assicurato il Dottor Panzeri. “In sala operatoria eravamo io, il dottor Riccardo Accetta ed il dottor Gabriele Thiebat. Abbiamo proceduto alla riduzione e sintesi della frattura del piatto tibiale laterale, abbiamo inoltre dovuto reinserire il legamento collaterale mediale e suturare il menisco laterale. Per il danno importante che c’è stato, possiamo dire che l’operazione è riuscita bene.”

La gravità del trauma è confermata dalla necessità di intervenire su tre componenti fondamentali dell’articolazione: l’osso (piatto tibiale), un legamento cruciale (collaterale mediale) e il menisco.

Un percorso riabilitativo lento e cauto

Il percorso di riabilitazione sarà lungo e richiederà estrema cautela. Il Dottor Panzeri ha delineato le prime fasi del recupero, che non ammettono accelerazioni: “Marta comincerà domattina (oggi, ndr) la prima fase della riabilitazione, che sarà ovviamente improntata sul recupero del muscolo e sul controllo del dolore, oltre al recupero dei primi gradi del movimento, per poi procedere piano piano.”

La fase iniziale imporrà il totale scarico sull’arto infortunato per circa un mese. “Per circa un mese dovrà stare in scarico senza appoggiare il piede per terra, in modo da consentire alla frattura di iniziare a guarire al meglio, poi valuteremo gli step successivi,” ha spiegato Panzeri. La guarigione ossea, infatti, è il fattore determinante e non può essere forzata.

Milano Cortina 2026: una presenza messa a rischio

L’infortunio, giunto proprio all’alba della stagione che conduce ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, pone un enorme interrogativo sul futuro immediato della carriera di Bassino.

Sui tempi di recupero e sulle conseguenze a lungo termine, il presidente della Commissione Medica FISI non ha potuto nascondere la preoccupazione: “In questo momento della stagione olimpica un infortunio come questo non ci voleva. Mi sento di dire ovviamente che la sua partecipazione a Milano Cortina 2026 è sicuramente a rischio.”

Essere ottimisti significa sperare in un rientro rapido, ma la realtà clinica impone prudenza. “Non penso che possa mettere gli sci prima di 4-6 mesi, quindi nell’essere ottimista possiamo pensare a tre o quattro mesi ma dovremo vedere come andrà proprio ogni fase del recupero e soprattutto la guarigione dell’osso,” ha concluso Panzeri. L’Italia perde così, al kick-off della Coppa del Mondo, una delle sue top player più attese, lasciando un vuoto che sarà difficile colmare.