C’è un’aria di attesa magnetica ogni volta che Giada D’Antonio si presenta al cancelletto di partenza. Dopo aver assaggiato il palcoscenico dei “grandi”, la giovanissima promessa dello sci alpino italiano è tornata nel circuito FIS per riprendere il filo di un discorso interrotto solo momentaneamente. Sulla pista di Pozza di Fassa, il verdetto del gigante ha confermato ciò che gli addetti ai lavori sostengono da tempo: il talento campano non solo ha assorbito l’impatto con la categoria superiore, ma è pronta a recitare un ruolo da protagonista assoluta.
Un podio internazionale: Bauman vince, l’Italia risponde
La gara è stata un duello di nervi e precisione tecnica. A spuntarla, alla fine delle due manche, è stata l’elvetica Laura Bauman, autrice di una prestazione in crescendo. Dopo aver chiuso la prima frazione in seconda piazza, la svizzera ha sprigionato tutta la sua potenza nella discesa decisiva, fermando il cronometro sull’1:43.93.
Ma se la vittoria parla straniero, il resto del podio è un inno al tricolore. Francesca Fanti, reduce dalle ottime sensazioni raccolte nel circuito nordamericano, ha accarezzato a lungo il sogno del successo. Leader a metà gara, l’azzurra ha pagato qualcosa nel finale, chiudendo in seconda posizione con un distacco di +0.47. Subito dietro, ecco il sorriso di Giada D’Antonio: un terzo posto ottenuto con il tempo di 1:44.97, frutto di una sciata solida e di una gestione tattica matura, nonostante il gap di un secondo abbondante dalla vetta. Per Giada, questo bronzo FIS non è un punto d’arrivo, ma la conferma di una cilindrata superiore che attende solo il momento giusto per esplodere nuovamente in Coppa Europa e oltre.
Valanga Azzurra a Pozza: sei italiane nella Top 10
Al di là dei singoli piazzamenti sul podio, Pozza di Fassa ha celebrato la straordinaria salute del movimento femminile italiano. Non capita spesso di vedere una tale densità di atlete nelle posizioni che contano, segno di un vivaio che spinge con forza verso l’alto.
Alle spalle del trio di testa, l’Italia ha letteralmente dominato la classifica. Beatrice Sola ha sfiorato il podio con una “medaglia di legno” che vale oro per la costanza dimostrata, chiudendo in quarta posizione. Poco più indietro, Emilia Mondinelli ha confermato il sesto posto, seguita a ruota da una convincente Sofia Parravicini (settima). A completare il trionfo corale della squadra italiana ci ha pensato Maria Toja, capace di artigliare una decima posizione che certifica la solidità del gruppo.
Prospettive: la strada verso l’élite
Il terzo posto di Giada D’Antonio in una gara così competitiva serve a scaricare la pressione e a ricaricare le pile in vista dei prossimi impegni stagionali. La scalata verso l’élite mondiale dello sci alpino è un percorso fatto di stazioni intermedie e conferme cronometriche; oggi, la “giovanissima promessa” ha dimostrato di avere non solo i piedi, ma anche la testa per gestire le aspettative.
Il circuito FIS si conferma la palestra ideale per affinare le armi, ma il messaggio inviato da Pozza di Fassa è chiaro: le azzurre sono pronte al salto di qualità e il futuro dello sci italiano appare in mani estremamente sicure.

