Il sipario sul Sei Nazioni femminile 2026 cala al termine di un “Super Sunday” che ha regalato emozioni fortissime, verdetti inappellabili e un rugby di altissimo livello. Sul prato dello Stade Atlantique di Bordeaux, l’Inghilterra ha confermato la propria egemonia continentale, respingendo l’assalto delle padrone di casa della Francia in un match spettacolare che metteva in palio il titolo. Nelle stesse ore, l’Irlanda ha blindato una prestigiosa terza piazza demolendo la Scozia nello scontro diretto, mentre l’Italia aveva aperto la giornata di festa espugnando Cardiff. La geografia della palla ovale europea in rosa ha le sue regine, e vestono ancora la maglia delle Red Roses.
Uragano verde a Dublino: l’Irlanda travolge la Scozia per il terzo posto
La sfida che valeva la medaglia di bronzo del torneo si è trasformata, fin dai primi minuti, in un monologo assoluto delle padrone di casa. L’Irlanda è scesa in campo con un piglio feroce, aggredendo una Scozia apparsa fin da subito frastornata. Ad aprire le marcature dopo appena quattro minuti è stata Cliodhna Moloney-MacDonald, bravissima a finalizzare la devastante spinta del pacchetto di mischia avanzante, con Dannah O’Brien precisa nella prima trasformazione di giornata. Passano centottanta secondi e la linea arretrata verde si accende: mani velocissime e ovale che viaggia fino a Robyn O’Connor, che schiaccia in meta il fulmineo 14-0.
La Scozia non riesce a imbastire alcuna contromisura e al 13′ Brittany Hogan sfonda da cortissima distanza. La quarta meta, quella che garantisce il punto di bonus offensivo prima ancora del ventesimo minuto, porta la firma di Erin King, lesta a raccogliere il pallone all’uscita di una ruck a ridosso della linea di meta. Prima del riposo, la tempesta irlandese si abbatte nuovamente sulle scozzesi: Aoife Wafer segna da vicino, Stacey Flood corona un’azione corale da applausi e, proprio allo scadere, ancora Wafer trova la doppietta personale su assist di O’Connor. Il tabellone all’intervallo recita un incredibile e umiliante 47-0.
Nella ripresa, le irlandesi si limitano a gestire il possesso e ad abbassare i giri del motore. C’è comunque spazio per l’accelerazione devastante di Beibhinn Parsons al 53′ e per la seconda meta personale di Brittany Hogan al 59′, convertita dalla solita O’Brien per il momentaneo 54-0. Nel finale la Scozia trova un sussulto d’orgoglio con Lucia Scott, capitalizzando poi la superiorità numerica (giallo a Ruth Campbell all’83′) grazie a una maul avanzante timbrata da Aicha Sutcliffe. Il 54-5 finale consacra l’Irlanda sul terzo gradino del podio, subito davanti a un’ottima Italia.
Lo scontro totale di Bordeaux: la Francia spaventa le inglesi
Con il podio già deciso, tutti i riflettori si sono spostati a Bordeaux per il “Main Event” tra le due grandi potenze del torneo. Davanti al proprio pubblico, la Francia parte con il piede schiacciato sull’acceleratore, decisa a compiere il grande colpo. Al 13′ lo stadio esplode: Léa Murie inventa un break fantascientifico che spezza in due la retroguardia delle Red Roses, avviando una circolazione di palla perfetta che manda in meta Pauline Bourdon Sansus. Carla Arbez trasforma per il 7-0.
L’Inghilterra, tuttavia, non si scompone. Le campionesse in carica iniziano a macinare il loro rugby fatto di fisicità e disciplina, logorando la difesa di casa minuto dopo minuto. Al 21′ arriva il pareggio: Sarah Bern raccoglie l’ovale da una ruck ravvicinata e schiaccia di pura potenza, con Zoe Harrison impeccabile al calcio. Da quel momento, le Red Roses salgono in cattedra. Al 28′ Ellie Kildunne firma il sorpasso sfruttando una magia di Megan Jones, mentre al 35′ Jess Breach capitalizza una lunghissima sequenza di passaggi per il 7-21. Prima del fischio di metà gara, Kildunne colpisce ancora al termine di un’altra splendida azione corale, mandando le squadre a riposo sul 7-26.
Orgoglio Bleues, ma il finale è tutto delle Red Roses
In avvio di secondo tempo, un piazzato di Zoe Harrison al 41′ sembra scrivere la parola fine sul match portando le inglesi sul +22. Ma la Francia ha un cuore immenso e non ci sta ad abdicare così facilmente. Al 53′ Aubane Rousset si inventa un assist al bacio per Anais Grando, che buca la difesa e riaccende le speranze francesi. Cinque minuti più tardi, le “Bleues” vanno ancora a segno: Pauline Bourdon Sansus firma la sua personale doppietta concretizzando un assedio prolungato a pochi metri dalla linea di meta. Arbez è precisa al piede e la Francia si rifà sotto minacciosamente sul 21-29.
Nel momento di massimo sforzo transalpino, emerge però la classe e la freddezza della squadra più forte del mondo. L’Inghilterra congela il pallone, ritrova ordine e al 63′ spegne l’entusiasmo del pubblico di Bordeaux con la seconda meta di Jess Breach, magistralmente imbeccata dalla manovra alla mano delle trequarti. Il colpo del ko definitivo arriva al 77′ con una splendida rolling maul finalizzata da Amy Cokayne per il 43-21. La meta a tempo scaduto della francese Rose Bernadou serve solo a rendere meno amaro il punteggio finale (43-28). L’Inghilterra è ancora una volta sul tetto d’Europa, vincitrice di un Sei Nazioni memorabile.

