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Il venticinquesimo turno della Serie A 2025-2026 si è aperto con un sabato che definire incandescente sarebbe riduttivo. Cinque sfide, distribuite lungo lo stivale, hanno rimescolato le carte di una classifica che non concede tregua: dalla corsa per il primato alle paludi della zona retrocessione, i parquet italiani hanno emesso sentenze pesantissime. Se Brescia conferma il suo status di corazzata superando quota 100, il vero dramma sportivo si è consumato a Trieste, dove un libero ha deciso il destino di due intere stagioni.

Germani Brescia: Prova di forza e “centello” contro Napoli

La serata del PalaLeonessa ha ribadito una gerarchia chiara: la Germani Brescia non ha intenzione di abdicare al ruolo di protagonista assoluta. Il 100-85 finale contro la Guerri Napoli è il manifesto di una squadra che sa soffrire per poi azzannare la partita. Napoli, guidata da un El-Amin ispirato e dalla fisicità di Totè, ha accarezzato il sogno del colpaccio toccando il +9 nel secondo quarto, mettendo a nudo qualche amnesia difensiva dei padroni di casa.

Tuttavia, il rientro dagli spogliatoi ha presentato una Germani diversa. L’intensità difensiva è salita vertiginosamente, innescando una transizione letale. Un break di 19-3 ha letteralmente spaccato in due la contesa: la regia di Della Valle e il dominio nel pitturato del duo Ndour-Bilan hanno trasformato Napoli in uno spettatore non pagante. Burnell ha messo il sigillo finale su una prestazione corale che proietta Brescia verso il finale di stagione con il serbatoio pieno di fiducia.

Trieste-Varese: 90-89 di pura follia. Ramsey glaciale, Moore tradito dal ferro

Se il basket è lo sport del diavolo, l’Allianz Dome ne è stato oggi il tempio. La Pallacanestro Trieste batte l’Openjobmetis Varese 90-89 al termine di una gara che è stata un inno all’imprevedibilità. Varese, sospinta dalle triple di Moore e dalla verve di Iroegbu, aveva costruito un vantaggio di 11 punti nella ripresa, sembrando padrona del campo. Ma Trieste, nel momento più buio, ha trovato nell’orgoglio di Ramsey e Ross la forza per risalire la china.

L’ultimo quarto è stato un corpo a corpo d’altri tempi. Quando Alviti ha insaccato la tripla del possibile sorpasso varesino, il silenzio è calato sul palazzo. Ma nell’ultimo possesso, la freddezza di Ramsey dalla lunetta ha ribaltato ancora una volta il mondo. L’ultimo tiro di Moore, una parabola che sembrava destinata al fondo della retina, si è spento sul ferro, sancendo la vittoria giuliana e, contemporaneamente, complicando maledettamente i sogni playoff di una Varese che esce dal campo con il cuore spezzato.

Treviso riapre tutto: Tortona cade sotto i colpi di Weber

La lotta salvezza ha trovato il suo epicentro al PalaVerde. La Nutribullet Treviso sconfigge la Bertram Tortona 91-86, firmando un successo che è ossigeno puro per le ambizioni venete. Tortona era partita meglio, con Strautins e Vital capaci di scavare un solco di 9 punti, ma la reazione trevigiana è stata di nervi e qualità. Macura ha iniziato a incendiare la retina, mentre Weber si è preso la squadra sulle spalle nei momenti di massima pressione.

Il match è rimasto sul filo dell’equilibrio fino all’ultimo quarto, una vera e propria partita a scacchi tra i due allenatori. A fare la differenza è stata la maggiore lucidità di Treviso nei possessi chiave e una precisione chirurgica dalla linea della carità nel finale. Nonostante gli sforzi di Baldasso, Tortona deve arrendersi alla legge del PalaVerde, che oggi ha ritrovato il ruggito dei giorni migliori.

Cremona non sbaglia: Udine domata dal break della ripresa

La Vanoli Cremona mette un mattone fondamentale per la sua classifica superando l’APU Udine 82-73. È stata una partita a due facce: un primo tempo all’insegna del tatticismo e del controllo, con Udine capace di restare avanti grazie alla precisione di Bendzius, e una ripresa dove Cremona ha deciso di cambiare marcia.

Il parziale di 15-2 nel terzo quarto, alimentato dalle bombe di Veronesi e dalle incursioni di Casarin, ha cambiato definitivamente l’inerzia del match. Udine, rimasta stordita dal parziale lombardo, ha provato a reagire con Christon, ma la difesa di Cremona (ottima la prova di Anigbogu sotto i tabelloni) ha sigillato l’area. Un successo autoritario che permette alla Vanoli di guardare avanti con serenità, mentre Udine deve riflettere su un calo di tensione costato carissimo.

Cantù-Sassari: Il brivido finale premia i brianzoli

A chiudere il quadro, il successo in volata dell’Acqua S.Bernardo Cantù sul Banco di Sardegna Sassari per 80-78. Una sfida classica del nostro basket che non ha tradito le attese. Dopo un primo tempo marchiato dalle giocate di De Nicolao e dall’energia di Ballo, Sassari era riuscita a rimettere la testa avanti nel finale grazie a un monumentale Marshall.

Tuttavia, Cantù ha avuto il merito di non perdere la bussola nel momento del sorpasso sardo. Bortolani si è preso la responsabilità dei tiri decisivi, mantenendo la mano ferma dalla lunetta quando la palla pesava quintali. Sassari ha avuto la chance del pareggio o del sorpasso sulla sirena, ma la conclusione è rimasta sul ferro, regalando a Cantù due punti che valgono oro colato in ottica posizionamento postseason.

I RISULTATI DELLA 25ª GIORNATA

MatchRisultato FinaleTop Scorer
Brescia – Napoli100 – 85Della Valle (BRE)
Trieste – Varese90 – 89Ramsey (TRI)
Treviso – Tortona91 – 86Weber (TRE)
Cremona – Udine82 – 73Veronesi (CRE)
Cantù – Sassari80 – 78Bortolani (CAN)

L’Analisi: Questo sabato di basket ci consegna una Serie A spaccata in due. Da una parte la solidità delle “grandi” come Brescia e Cantù, capaci di gestire i momenti di crisi con il talento dei singoli. Dall’altra, la disperazione agonistica di Trieste e Treviso, che con queste vittorie gettano nel caos la zona calda della classifica. Per Varese e Sassari, invece, è la notte dei rimpianti: perdere per un solo possesso è un fardello pesante da smaltire in vista della prossima settimana.