Fonte: Instagram: federcanoa https://www.instagram.com/p/DKjwgykoDKV/

Un accordo che va oltre la semplice stretta di mano: l’Italia si prepara a scendere in campo sul palcoscenico della diplomazia internazionale, non più solo con i suoi diplomatici di carriera, ma con un corpo d’élite di ambasciatori d’eccezione. Dalle medaglie vinte nei tornei ai risultati ottenuti sul campo, gli atleti italiani saranno i nuovi volti e i narratori delle eccellenze del Paese nel mondo. È questo il cuore del protocollo d’intesa siglato tra il Ministero degli Affari Esteri (Maeci), il Ministero per lo Sport e i vertici di Coni e Cip, un’alleanza strategica che formalizza un concetto rivoluzionario: lo sport come strumento di promozione culturale e di soft power.


Un nuovo ruolo per l’atleta: Ambasciatori di un marchio

La visione di questa partnership è stata illustrata con passione dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha sottolineato il ruolo cruciale dei presidenti federali e dei loro atleti nel contribuire al successo nazionale. “Oggi il ministro Tajani ci sta arricchendo con nuovi ambasciatori, un prodotto importantissimo per il nostro brand perché questi atleti diventano il corpo diplomatico dello sport”, ha dichiarato Buonfiglio. La scelta di elevare gli atleti a questo ruolo non è casuale: sono loro i portatori di valori universali come il sacrificio, la lealtà e la resilienza. Sotto la loro bandiera, l’immagine di un’Italia vincente e coesa, capace di superare le sfide e di eccellere, viene proiettata su una scala globale. Questa iniziativa trasforma la mera competizione agonistica in un veicolo per trasmettere un messaggio di identità e coesione. Buonfiglio ha riassunto questa visione in tre parole, tre “i” che si fondono in un’unica identità: Impegno, Insieme e Italia. Un mantra che racchiude l’idea di una nazione unita nel perseguire il successo, non solo sportivo, ma anche in ogni altro ambito.

Oltre la medaglia: lo sport come veicolo culturale

All’intesa ha aderito con entusiasmo anche il presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis, la cui presenza è un segnale forte e chiaro di inclusività. “Fa piacere l’inserimento del CIP perché anche noi siamo parte della galassia del mondo dello sport”, ha affermato De Sanctis, riconoscendo l’importanza di una rappresentanza a 360 gradi che includa anche gli atleti paralimpici. Il suo intervento ha sottolineato un punto cruciale: lo sport non si misura solo in medaglie o record. “La parte agonistica è importante perché lo sport parla con i risultati”, ha ammesso, “ma attraverso queste iniziative possiamo utilizzare lo sport come veicolo comunicativo e culturale”. Questo significa che le vittorie e le gesta degli atleti diventeranno la piattaforma per promuovere le eccellenze italiane in tutti i settori: dal design all’arte, dalla scienza all’enogastronomia. Le competizioni internazionali non saranno solo l’occasione per tifare i nostri campioni, ma anche per mostrare al mondo il meglio del “Made in Italy”, in un’operazione di brand building che unisce il successo sportivo alla ricchezza culturale del Paese.