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Nelle lunghe ed estenuanti stagioni del ciclismo moderno, la profondità di una rosa non è un lusso, ma una necessità vitale. Come in un campionato di calcio dove le riserve devono essere all’altezza dei titolari, così nel World Tour la capacità di assorbire colpi durissimi determina il successo di un progetto. La UAE Team Emirates XRG ne è l’esempio lampante: nonostante debba rinunciare a pedine fondamentali come Tim Wellens e Jhonatan Narváez, la corazzata emiratina si presenterà sabato 7 marzo ai piedi di Piazza del Campo con una formazione che incute timore.

Il ritorno del “Re Bianco”: Tadej Pogačar vede il record

L’attesa è finita. La Strade Bianche 2026 segnerà il debutto stagionale di Tadej Pogačar, l’uomo che ha trasformato la polvere delle Crete Senesi in oro zecchino. Lo sloveno non torna in Toscana solo per onorare il dorsale numero uno di detentore del titolo, ma per riscrivere la storia della “Classica del Nord più a Sud d’Europa”.

Già vincitore in tre occasioni, Pogačar punta dritto al poker. Nessuno, in questa corsa nata nel 2007 e diventata istantaneamente leggenda, è mai riuscito a salire sul gradino più alto del podio per quattro volte. Per il fenomeno di Komenda, la Strade Bianche è il giardino di casa: un mix di pendenze brutali e sterrato tecnico che esalta il suo istinto da fuoriclasse.

Il fattore Isaac Del Toro: da Maglia Rosa a scudiero di lusso

Se il capitano è la punta di diamante, la vera sorpresa tattica potrebbe essere Isaac Del Toro. Il giovane messicano ha un legame speciale con queste terre: proprio sugli sterrati senesi, lo scorso anno, costruì le fondamenta per la conquista della Maglia Rosa al Giro d’Italia.

Del Toro non sarà un semplice gregario. La sua capacità di galleggiare sulle pietre e di resistere alle accelerazioni più violente lo rende la “seconda punta” perfetta. In un ciclismo dove le fughe partono sempre più lontano dal traguardo, avere un uomo con il suo motore pronto a coprire gli attacchi o a rilanciare l’azione in caso di imprevisti per Pogačar è un vantaggio strategico che poche altre squadre possono vantare.

Un blocco d’acciaio per dominare la polvere

Per scardinare la resistenza degli avversari e imporre il proprio ritmo fin dai primi settori di sterrato, la UAE schiera un manipolo di specialisti in stato di grazia. Jan Christen arriva a Siena con il morale alle stelle, forte di due successi ottenuti in questo scoppiettante avvio di 2026. Al suo fianco, la solidità di Florian Vermeersch, fresco del terzo posto alla Omloop Nieuwsblad, garantisce potenza pura nei tratti in pianura.

Il pacchetto di mischia è completato da passisti-scalatori di assoluta affidabilità come Kevin Vermaerke, Felix Großschartner e il fedelissimo Domen Novak. L’obiettivo è chiaro: isolare i capitani avversari prima del gran finale, permettendo a Pogačar di sprigionare la sua potenza sull’ultimo, iconico strappo di Via Santa Caterina.

La formazione UAE per la Strade Bianche 2026

RuoloAtletaNote
CapitanoTadej Pogačar3 vittorie (Punta al record di 4)
Co-CapitanoIsaac Del ToroVincitore del Giro d’Italia 2025
RegistaJan Christen2 vittorie stagionali nel 2026
MotoreFlorian VermeerschPodio alla Omloop Nieuwsblad