Fonte: Instagram: manualdotenista https://www.instagram.com/p/DYaYZPskgm1/

Il mattone tritato di Roma si conferma terra di conquista, di emozioni forti e di regine che sanno come dominare la pressione. Con una prestazione di puro agonismo, carattere e intelligenza tattica, Elina Svitolina iscrive per la terza volta il proprio nome nell’albo d’oro degli Internazionali d’Italia. Sul mitico palcoscenico del Foro Italico, la tennista ucraina ha sollevato al cielo il ventesimo titolo della sua straordinaria carriera nel circuito maggiore, piegando la resistenza di una indomita Coco Gauff al termine di una maratona infinita durata ben due ore e cinquantadue minuti di gioco. Il tabellone finale recita 6-4, 6-7, 6-2, un punteggio che fotografa alla perfezione l’andamento di un match dalle mille facce. Per l’americana si tratta di una vera e propria maledizione romana: proprio come dodici mesi fa, quando si arrese nell’atto conclusivo a Jasmine Paolini, la finale del Centrale le si ritorce contro sul più bello.

Il festival dei break e la zampata d’esperienza dell’ucraina

L’avvio dell’incontro è un saggio di tensione ed energia pura. Gauff approccia la sfida con il piede schiacciato sull’acceleratore, aggredendo i turni di battuta dell’avversaria e strappando il servizio in apertura alla terza opportunità utile. Svitolina non si scompone, organizza la controffensiva e agguanta il controbreak nel quarto game, ma la statunitense risponde subito con un nuovo strappo nel gioco successivo.

La vera svolta psicologica della frazione inaugurale si consuma nel settimo game: Svitolina si ritrova spalle al muro ma si salva da campionessa cancellando tre palle break pesantissime. La scossa scuote l’ucraina che, rinvigorita dal pericolo scampato, infila il controbreak del 4-4. Il copione si ripete quasi identico nel finale: l’ucraina annulla altre tre palle break nel nono gioco e poi, nel game successivo, toglie il servizio a Gauff per il definitivo 6-4 che chiude il primo set.

Nervi tesi nel secondo set: Gauff ruggisce al tie-break

Il secondo parziale si trasforma in un lunghissimo braccio di ferro dove le occasioni per scappare fioccano da una parte e dall’altra. Gauff è monumentale nel difendere le proprie posizioni tra il secondo e il quarto gioco, risalendo da uno spaventoso 15-40 e annullando quattro palle break complessive. L’equilibrio non si spezza nemmeno nel sesto game, quando l’americana cancella un’ulteriore minaccia, né nel nono, quando è Svitolina a fare buona guardia sul proprio servizio.

La diga crolla finalmente nell’undicesimo game, con Gauff che trova la zampata per portarsi sul 6-5 e servire per il set. La statunitense, però, accusa il peso del momento e sciupa clamorosamente l’opportunità, subendo l’immediato controbreak di Svitolina. Si approda così al tie-break, dove Gauff ritrova lucidità e fluidità nei colpi, dominando la girandola di punti per 7-3 e rimandando ogni verdetto al terzo e decisivo set.

L’allungo decisivo: Svitolina scappa e alza il trofeo

La frazione decisiva si apre all’insegna della massima prudenza, con Gauff costretta subito a disinnescare una palla break in apertura e Svitolina chiamata a fare lo stesso nel quarto game. Sul punteggio di 2-2, tuttavia, l’inerzia emotiva e fisica del confronto si sposta definitivamente dalla parte dell’ucraina.

Svitolina sale in cattedra in risposta, leggendo in anticipo le traiettorie dell’avversaria e strappando il servizio sia nel quinto che nel settimo gioco per volare sul 5-2. Gauff tenta un disperato colpo di coda nell’ultimo game, ma manca tre occasioni per accorciare le distanze. Al terzo match point, Svitolina non trema, sigilla il set sul 6-2 e dà il via alla meritata festa romana.