Dopo le polveri bagnate del Mondiale Juniores, dove il solo argento di Sofia Frassica aveva salvato il bilancio azzurro, l’Italia del taekwondo ha scelto il palcoscenico dello Spanish Open 2026 per lanciare un segnale di forza brutale. Sui tatami di La Nucía, ad Alicante, la spedizione azzurra ha dominato la scena nel torneo G1, portando a casa un bottino pesante: 10 podi complessivi che ridisegnano le ambizioni della squadra in vista dei grandi appuntamenti stagionali.
Simone Alessio: un uragano nella categoria -87 kg
Il protagonista assoluto della trasferta iberica non poteva che essere lui: Simone Alessio. Il campione calabrese ha ribadito la sua supremazia nella categoria -87 kg, sfoderando una prestazione magistrale per continuità e solidità tecnica. Dopo aver regolato avversari di spessore internazionale come Divkovic, Hoermann e Acosta, Alessio ha completato l’opera in finale superando l’ostico iraniano Mehdi Abedini. Un oro che non è solo una medaglia, ma un manifesto di intenti: Alessio è pronto a riprendersi il ruolo di uomo da battere in vista degli Europei di Monaco di Baviera.
Argenti pesanti e l’incognita Dell’Aquila
L’Italia ha sfiorato il colpaccio in altre quattro occasioni, fermandosi solo sull’ultimo gradino di finali combattutissime. Destano ottime impressioni le prove di Elisa Bertagnin (-46 kg) e Andrea Conti (-54 kg), così come la solidità nei pesi massimi di Mattia Molin (+87 kg).
Tuttavia, il boccone più amaro riguarda Vito Dell’Aquila. Il fuoriclasse azzurro, impegnato nella finale dei -58 kg, è stato costretto al ritiro proprio nel momento decisivo. Uno stop precauzionale che lo staff tecnico valuterà nei prossimi giorni, ma che non cancella l’ottimo percorso netto mostrato fino all’atto conclusivo.
Un bronzo che vale platino: la profondità del roster
A completare il quadro di una trasferta trionfale sono arrivati cinque terzi posti che testimoniano la qualità del ricambio generazionale e la densità di talento nel roster azzurro. Da sottolineare la prova di Giulia Galiero (-46 kg), fermata solo dalla spagnola Diaz (giustiziera anche della Bertagnin), e le conferme di Lucia Pezzolla (-57 kg) e Ludovico Iurlaro (-63 kg). Notevoli anche i piazzamenti di Angelo Mangione (-74 kg) e Matteo De Angelis (+87 kg), quest’ultimo battuto dal vincitore kazako Kablan in una semifinale ad alta tensione.
Maggio e Giugno: il mese di fuoco
Lo Spanish Open non è stato che l’antipasto di una stagione che sta per entrare nella fase critica. Le indicazioni per la direzione tecnica sono estremamente positive: il gruppo è apparso tonico e reattivo, pronto per la rassegna continentale di metà maggio in Germania. Ma il vero obiettivo cerchiato in rosso sul calendario è il World Taekwondo Roma Grand Prix di inizio giugno. Sarà il Foro Italico a dare ufficialmente il via alla lunga e sfibrante rincorsa verso i punti necessari per la qualificazione alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. L’Italia c’è e, a giudicare dai calci visti in terra spagnola, non ha intenzione di fare sconti a nessuno.
IL BOTTINO AZZURRO A LA NUCÍA
| Medaglia | Atleta | Categoria |
| 🥇 ORO | Simone Alessio | -87 kg |
| 🥈 ARGENTO | Elisa Bertagnin | -46 kg |
| 🥈 ARGENTO | Andrea Conti | -54 kg |
| 🥈 ARGENTO | Vito Dell’Aquila | -58 kg |
| 🥈 ARGENTO | Mattia Molin | +87 kg |
| 🥉 BRONZO | Giulia Galiero | -46 kg |
| 🥉 BRONZO | Lucia Pezzolla | -57 kg |
| 🥉 BRONZO | Ludovico Iurlaro | -63 kg |
| 🥉 BRONZO | Angelo Mangione | -74 kg |
| 🥉 BRONZO | Matteo De Angelis | +87 kg |

