Roma, Italia. Una notizia inattesa scuote il panorama del tennis italiano: si interrompe, dopo un fruttuoso quinquennio, la collaborazione tra Matteo Arnaldi e il suo coach Alessandro Petrone. La decisione, maturata al termine di una stagione 2025 decisamente al di sotto delle aspettative e culminata con la precoce eliminazione nelle qualificazioni del Masters 1000 di Parigi, segna la fine di un percorso iniziato dai campi minori e culminato sul palcoscenico mondiale.
La rottura arriva in un momento delicato per il 24enne ligure, il cui ranking ATP ha subito un brusco arretramento: scivolato dalla 37ª posizione di fine 2024 all’attuale 64ª. Nonostante qualche problema fisico abbia ostacolato la sua preparazione, la perdita di quasi trenta posizioni in un anno ha reso inevitabile la necessità di un cambiamento per invertire la rotta.
Lampi di genio non sufficienti
La stagione 2025 di Arnaldi non è stata priva di exploit, ma questi non sono bastati a mantenere il suo status di top-40. Il ligure si è reso protagonista di un doppio acuto memorabile sulla terra rossa:
- Madrid: Raggiungimento dei quarti di finale, impreziosito dalla clamorosa vittoria sul serbo Novak Djokovic.
- Roland Garros: Un’epica rimonta di due set di svantaggio contro il canadese Felix Auger-Aliassime al primo turno, dimostrando carattere e resilienza.
Tuttavia, il rendimento altalenante gli è costato anche un posto nella squadra azzurra per le Finals di Coppa Davis a Bologna, un duro colpo per un giocatore che solo due anni fa era stato decisivo nel trionfo di Malaga, sigillando la vittoria in finale contro Alexei Popyrin.
Il messaggio d’addio commosso di Petrone
È stato Alessandro Petrone a ufficializzare la separazione con un lungo e toccante messaggio pubblicato sui social media, un bilancio emotivo di un’avventura straordinaria:
“Con la fine della nostra quinta stagione insieme, anche la nostra avventura giunge al termine. Siamo partiti dal basso — dai futures e 930 ATP — siamo arrivati in alto: top30 al mondo, i centrali dei Grand Slam, la Coppa Davis. Ma al di là dei numeri e dei tornei, abbiamo condiviso un percorso straordinario: esperienze, emozioni, prime volte, alti e bassi, vittorie e sconfitte. Tutto questo resterà per sempre, come ricordi indelebili.”
Petrone ha espresso profondo orgoglio per il percorso compiuto, ringraziando Arnaldi per la “dedizione, la passione e la professionalità” e concludendo con un caloroso augurio di successi, dentro e fuori dal campo: “Sai che farò sempre il tifo per te.”
Ora l’attenzione si sposta sulla scelta del nuovo coach di Arnaldi, una decisione cruciale per definire la direzione tecnica e mentale in vista del rilancio nel circuito ATP.

