CINCINNATI, Stati Uniti – I fantasmi continuano a perseguitare Lorenzo Musetti. L’azzurro, numero 10 del mondo, è uscito sconfitto all’esordio del Masters 1000 di Cincinnati, arrendendosi al francese Benjamin Bonzi in una battaglia di quasi tre ore. Un match perso al tie-break del terzo set che suona come una nuova e preoccupante conferma della profonda crisi che sta attraversando il giovane talento italiano.
Un inizio da sogno, una fine da incubo
La partita è stata uno specchio perfetto delle difficoltà che sta vivendo Musetti. Dopo un inizio fulminante, con un break immediato e un vantaggio di 3-0, sembrava che l’azzurro avesse in mano le redini del match. Ma un piccolo innalzamento del livello di Bonzi ha scatenato la solita insicurezza di Musetti, che ha subito il contro-break e si è ritrovato a lottare.
Nonostante le incertezze, il toscano è riuscito a chiudere il primo set per 7-5, sfruttando gli errori del suo avversario. Ma la storia si è ripetuta nel secondo e nel terzo set, dove Musetti ha alternato momenti di grande tennis a passaggi a vuoto inspiegabili, che hanno permesso a Bonzi di rientrare in partita e, alla fine, di vincere.
Un servizio solido ma tante palle break non sfruttate
Le statistiche del match raccontano di una partita equilibrata. Entrambi i tennisti hanno servito bene, con 10 ace per Musetti e 11 per Bonzi. Ma il dato che fa la differenza è un altro. Bonzi è riuscito a salvare il 64% delle palle break, mentre Musetti solo il 38%. Un numero che testimonia la mancanza di lucidità e risolutezza nei momenti decisivi, un aspetto del gioco che Musetti dovrà risolvere al più presto.
Ora, per Musetti, si prospetta una situazione complicata. Con la terza sconfitta su quattro partite giocate sul cemento, l’azzurro rischia di perdere la top 10 e di affrontare gli US Open, l’ultimo Slam della stagione, con una fiducia vicina allo zero.

