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La notte americana ha regalato uno dei colpi di scena più incredibili degli ultimi anni, destinato a ridefinire completamente i rapporti di forza all’interno della Eastern conference. Con un tempismo che ha spiazzato appassionati e addetti ai lavori, i Boston Celtics e i Philadelphia 76ers hanno concluso una maxi operazione di mercato che vede Jaylen Brown trasferirsi in Pennsylvania. Si interrompe così, dopo ben un decennio di militanza, il sodalizio tra la guardia e la franchigia del Massachusetts. Il percorso inverso viene compiuto da Paul George, che sbarca a Boston per diventare il nuovo partner di Jayson Tatum.

La notizia, lanciata in anteprima dai canali di ESPN tramite il noto giornalista Shams Charania, ha subito infiammato le discussioni. I Celtics rinunciano a un pilastro capace di firmare ventotto virgola sette punti a partita nell’ultima stagione, un contributo fondamentale che ha permesso alla squadra di blindare la seconda piazza a Est nonostante i ripetuti problemi fisici che hanno limitato il minutaggio delle altre stelle del roster.

Le cifre dell’accordo e il tesoretto di scelte per i Celtics

Il fulcro dello scambio ruota attorno a equilibri tecnici ed economici molto complessi. Philadelphia si assicura una macchina da canestri nel pieno della maturità agonistica, pronta a integrarsi in un quintetto che punta dichiaratamente al titolo massimo. Dall’altra parte, Boston accoglie un veterano dal talento cristallino come Paul George, reduce da un’annata travagliata in cui ha collezionato diciassette virgola tre punti di media, condizionata pesantemente da un problema all’articolazione del ginocchio e da uno stop disciplinare durato venticinque sfide.

Per bilanciare il valore assoluto dei due giocatori, la dirigenza dei Sixers ha dovuto inserire nell’accordo un corposo pacchetto di chiamate future. Boston incassa così due prime scelte e due seconde scelte complessive per i prossimi anni: nel dettaglio, si tratta di una prima tornata per il duemilaventotto e di una chiamata non protetta per il duemilatrentuno. Il pacchetto delle seconde scelte comprende invece il diritto del duemilaventotto (il posizionamento migliore tra Warriors, Thunder e Bucks) e quello del duemilatrenta (l’opzione più vantaggiosa tra Wizards, Trail Blazers e Suns).

L’intrigo LeBron James infiamma il mercato dei Sixers e dei Nuggets

Il clamoroso scambio sull’asse Boston-Philadelphia rischia di essere soltanto il primo tassello di un effetto domino ancora più imponente. I riflettori della lega restano infatti puntati sul futuro di LeBron James, ormai pronto a chiudere definitivamente la sua esperienza con la canotta dei Los Angeles Lakers. Nelle ultime ore, alla corsa per accaparrarsi le prestazioni del fuoriclasse di Akron si sono iscritte con forza due nuove pretendenti: i Denver Nuggets e gli stessi Philadelphia 76ers.

Se il nativo dell’Ohio dovesse scegliere la Pennsylvania, Philadelphia si ritroverebbe tra le mani un organico spaventoso, potendo già contare su stelle del calibro di Joel Embiid, Tyrese Maxey e il giovane VJ Edgecombe. Uno scenario che spaventa il resto della lega, anche se la concorrenza del Colorado resta agguerritissima. I Nuggets possono infatti mettere sul piatto la prospettiva di giocare accanto a Nikola Jokic, unanimemente riconosciuto come uno dei dominatori assoluti del basket globale contemporaneo.