Fonte: Instagram: alexmarquez73 https://www.instagram.com/p/DFr-43OSdwg/

SEPANG (Malesia) – Non chiamateli solo test. L’ultima giornata di prove sul tracciato malese di Sepang ha regalato molto più di una semplice tabella di tempi: ha offerto il primo, vero trailer della stagione MotoGP 2026. In un clima torrido che ha messo a dura prova piloti e meccaniche, è stato Alex Marquez a prendersi la copertina, firmando un crono che sposta i limiti della categoria, ma il rumore di fondo che arriva dai box Ducati Factory e Aprilia parla di una guerra tecnologica e psicologica appena iniziata.

Alex Marquez “on fire”: il record di Pecco trema

C’è un nome che brilla in cima alla lista dei tempi ed è quello del minore dei fratelli Marquez. In sella alla Ducati del team Gresini, Alex ha fermato il cronometro su un impressionante 1’56″402. Un tempo che definire “da qualifica” è riduttivo: lo spagnolo è arrivato a soli 65 millesimi dal record assoluto della pista appartenente a Francesco Bagnaia.

La prestazione di Alex Marquez non è solo un acuto isolato, ma la conferma che il pacchetto Ducati, anche nelle versioni non ufficiali, rimane il riferimento assoluto della griglia. Dietro di lui, a soli 124 millesimi, si è issata l’Aprilia di Marco Bezzecchi, a testimonianza di come la casa di Noale sia l’unica, al momento, in grado di reggere l’urto delle “Rosse” di Borgo Panigale nel giro secco.

Box Lenovo: la simmetria dei campioni. Pecco vs Marc

Se i tempi sul giro secco sorridono ai privati e ai team satellite, l’attenzione degli addetti ai lavori è rimasta incollata ai box ufficiali Ducati. Marc Marquez (4°) e Francesco Bagnaia (5°) hanno chiuso la top-5 separati da una manciata di millesimi, ma è guardando oltre il singolo giro che si scopre il vero valore del loro lavoro.

I due campioni si sono dedicati quasi esclusivamente alla messa a punto sulla lunga distanza. Le loro simulazioni di gara sono state “fotocopiate”: ritmi sovrapponibili e una gestione delle gomme chirurgica. Tuttavia, sono emerse le diverse anime dei due fuoriclasse:

  • Bagnaia ha mostrato una costanza martellante, riuscendo a girare con una regolarità impressionante sotto il muro dell’1’58”.
  • Marquez, dal canto suo, ha giocato più sulle “punte”, toccando picchi di prestazione pura superiori, alternati a brevi fasi di gestione.

È la conferma che la convivenza nel box rosso sarà il tema cardine del 2026: due filosofie diverse per un unico obiettivo, la corona mondiale.

Aerodinamica estrema: il “multi-ali” Aprilia sfida la fisica

Il paddock di Sepang è diventato un laboratorio a cielo aperto. Se Ducati conferma velocità di punta spaventose, l’Aprilia ha lasciato tutti a bocca aperta sfoggiando una RS-GP caratterizzata da un innovativo codone “multi-ali”.

L’estremizzazione aerodinamica della Casa di Noale punta a stabilizzare la moto nelle frenate più violente e a migliorare il grip nei curvoni veloci di Sepang. Una scelta coraggiosa che sembra dare i suoi frutti, visto il secondo posto di Bezzecchi e il settimo di Raul Fernandez. Il messaggio di Noale è chiaro: per battere il motore Ducati serve la scienza dell’aria.

KTM e Honda: segnali di vita tra luci e ombre

In casa KTM, il sorriso è affidato al giovane fenomeno Pedro Acosta (8°), sempre più leader tecnico del progetto austriaco. Più staccato Enea Bastianini, decimo al debutto con la KTM Tech3, ancora impegnato a “cucirsi” addosso una moto radicalmente diversa dalla Desmosedici.

Capitolo Honda: la risalita è lenta. Joan Mir (9°) è riuscito a infilarsi nella top-10, ma il distacco di quasi nove decimi dalla vetta resta un monito importante. Luca Marini (16°) continua il suo lavoro di sviluppo silenzioso, concentrandosi più sulla direzione tecnica che sulla prestazione pura, in attesa di nuove componenti da Tokyo.

Crisi Yamaha: tra sfortuna e mancanza di potenza

Il fondo della classifica racconta invece la crisi profonda della Yamaha. La Casa di Iwata ha vissuto un test da incubo: ieri ferma per problemi tecnici, oggi costretta a girare senza la sua stella Fabio Quartararo, fermo per infortunio.

Alex Rins (12°) ha provato a limitare i danni, ma il verdetto del cronometro e del radar delle velocità è impietoso. La M1 soffre di una cronica mancanza di potenza motoristica rispetto alla concorrenza europea. Il gap di oltre un secondo di Rins e i quasi due secondi accusati dai piloti Pramac (Miller e Razgatlioglu) suonano come un campanello d’allarme rosso fuoco per gli ingegneri giapponesi.

Classifica Test MotoGP Sepang 2026 (Day-3)

PosPilotaTeamMotoTempoDistacco
1Alex MarquezGresini RacingDucati1:56.402
2Marco BezzecchiAprilia RacingAprilia1:56.526+0.124
3F. Di GiannantonioVR46 RacingDucati1:56.785+0.383
4Marc MarquezDucati LenovoDucati1:56.789+0.387
5Francesco BagnaiaDucati LenovoDucati1:56.929+0.527
6Franco MorbidelliVR46 RacingDucati1:57.130+0.728
7Raul FernandezTrackhouseAprilia1:57.245+0.843
8Pedro AcostaKTM FactoryKTM1:57.253+0.851
9Joan MirHonda HRCHonda1:57.268+0.866
10Enea BastianiniTech3 RacingKTM1:57.290+0.888
11Ai OguraTrackhouseAprilia1:57.326+0.924
12Alex RinsMonster YamahaYamaha1:57.580+1.178
13Brad BinderKTM FactoryKTM1:57.590+1.188
14Maverick ViñalesTech3 RacingKTM1:57.599+1.197
15Johann ZarcoLCR HondaHonda1:57.601+1.199
16Luca MariniHonda HRCHonda1:57.805+1.403
17Jack MillerPramac RacingYamaha1:58.156+1.754
18T. RazgatliogluPramac RacingYamaha1:58.326+1.924
19Diogo MoreiraLCR HondaHonda1:58.476+2.074
20Lorenzo SavadoriAprilia RacingAprilia1:58.902+2.500
21Augusto FernandezMonster YamahaYamaha1:59.278+2.876