SEPANG (Malesia) – Non chiamateli solo test. L’ultima giornata di prove sul tracciato malese di Sepang ha regalato molto più di una semplice tabella di tempi: ha offerto il primo, vero trailer della stagione MotoGP 2026. In un clima torrido che ha messo a dura prova piloti e meccaniche, è stato Alex Marquez a prendersi la copertina, firmando un crono che sposta i limiti della categoria, ma il rumore di fondo che arriva dai box Ducati Factory e Aprilia parla di una guerra tecnologica e psicologica appena iniziata.
Alex Marquez “on fire”: il record di Pecco trema
C’è un nome che brilla in cima alla lista dei tempi ed è quello del minore dei fratelli Marquez. In sella alla Ducati del team Gresini, Alex ha fermato il cronometro su un impressionante 1’56″402. Un tempo che definire “da qualifica” è riduttivo: lo spagnolo è arrivato a soli 65 millesimi dal record assoluto della pista appartenente a Francesco Bagnaia.
La prestazione di Alex Marquez non è solo un acuto isolato, ma la conferma che il pacchetto Ducati, anche nelle versioni non ufficiali, rimane il riferimento assoluto della griglia. Dietro di lui, a soli 124 millesimi, si è issata l’Aprilia di Marco Bezzecchi, a testimonianza di come la casa di Noale sia l’unica, al momento, in grado di reggere l’urto delle “Rosse” di Borgo Panigale nel giro secco.
Box Lenovo: la simmetria dei campioni. Pecco vs Marc
Se i tempi sul giro secco sorridono ai privati e ai team satellite, l’attenzione degli addetti ai lavori è rimasta incollata ai box ufficiali Ducati. Marc Marquez (4°) e Francesco Bagnaia (5°) hanno chiuso la top-5 separati da una manciata di millesimi, ma è guardando oltre il singolo giro che si scopre il vero valore del loro lavoro.
I due campioni si sono dedicati quasi esclusivamente alla messa a punto sulla lunga distanza. Le loro simulazioni di gara sono state “fotocopiate”: ritmi sovrapponibili e una gestione delle gomme chirurgica. Tuttavia, sono emerse le diverse anime dei due fuoriclasse:
- Bagnaia ha mostrato una costanza martellante, riuscendo a girare con una regolarità impressionante sotto il muro dell’1’58”.
- Marquez, dal canto suo, ha giocato più sulle “punte”, toccando picchi di prestazione pura superiori, alternati a brevi fasi di gestione.
È la conferma che la convivenza nel box rosso sarà il tema cardine del 2026: due filosofie diverse per un unico obiettivo, la corona mondiale.
Aerodinamica estrema: il “multi-ali” Aprilia sfida la fisica
Il paddock di Sepang è diventato un laboratorio a cielo aperto. Se Ducati conferma velocità di punta spaventose, l’Aprilia ha lasciato tutti a bocca aperta sfoggiando una RS-GP caratterizzata da un innovativo codone “multi-ali”.
L’estremizzazione aerodinamica della Casa di Noale punta a stabilizzare la moto nelle frenate più violente e a migliorare il grip nei curvoni veloci di Sepang. Una scelta coraggiosa che sembra dare i suoi frutti, visto il secondo posto di Bezzecchi e il settimo di Raul Fernandez. Il messaggio di Noale è chiaro: per battere il motore Ducati serve la scienza dell’aria.
KTM e Honda: segnali di vita tra luci e ombre
In casa KTM, il sorriso è affidato al giovane fenomeno Pedro Acosta (8°), sempre più leader tecnico del progetto austriaco. Più staccato Enea Bastianini, decimo al debutto con la KTM Tech3, ancora impegnato a “cucirsi” addosso una moto radicalmente diversa dalla Desmosedici.
Capitolo Honda: la risalita è lenta. Joan Mir (9°) è riuscito a infilarsi nella top-10, ma il distacco di quasi nove decimi dalla vetta resta un monito importante. Luca Marini (16°) continua il suo lavoro di sviluppo silenzioso, concentrandosi più sulla direzione tecnica che sulla prestazione pura, in attesa di nuove componenti da Tokyo.
Crisi Yamaha: tra sfortuna e mancanza di potenza
Il fondo della classifica racconta invece la crisi profonda della Yamaha. La Casa di Iwata ha vissuto un test da incubo: ieri ferma per problemi tecnici, oggi costretta a girare senza la sua stella Fabio Quartararo, fermo per infortunio.
Alex Rins (12°) ha provato a limitare i danni, ma il verdetto del cronometro e del radar delle velocità è impietoso. La M1 soffre di una cronica mancanza di potenza motoristica rispetto alla concorrenza europea. Il gap di oltre un secondo di Rins e i quasi due secondi accusati dai piloti Pramac (Miller e Razgatlioglu) suonano come un campanello d’allarme rosso fuoco per gli ingegneri giapponesi.
Classifica Test MotoGP Sepang 2026 (Day-3)
| Pos | Pilota | Team | Moto | Tempo | Distacco |
| 1 | Alex Marquez | Gresini Racing | Ducati | 1:56.402 | – |
| 2 | Marco Bezzecchi | Aprilia Racing | Aprilia | 1:56.526 | +0.124 |
| 3 | F. Di Giannantonio | VR46 Racing | Ducati | 1:56.785 | +0.383 |
| 4 | Marc Marquez | Ducati Lenovo | Ducati | 1:56.789 | +0.387 |
| 5 | Francesco Bagnaia | Ducati Lenovo | Ducati | 1:56.929 | +0.527 |
| 6 | Franco Morbidelli | VR46 Racing | Ducati | 1:57.130 | +0.728 |
| 7 | Raul Fernandez | Trackhouse | Aprilia | 1:57.245 | +0.843 |
| 8 | Pedro Acosta | KTM Factory | KTM | 1:57.253 | +0.851 |
| 9 | Joan Mir | Honda HRC | Honda | 1:57.268 | +0.866 |
| 10 | Enea Bastianini | Tech3 Racing | KTM | 1:57.290 | +0.888 |
| 11 | Ai Ogura | Trackhouse | Aprilia | 1:57.326 | +0.924 |
| 12 | Alex Rins | Monster Yamaha | Yamaha | 1:57.580 | +1.178 |
| 13 | Brad Binder | KTM Factory | KTM | 1:57.590 | +1.188 |
| 14 | Maverick Viñales | Tech3 Racing | KTM | 1:57.599 | +1.197 |
| 15 | Johann Zarco | LCR Honda | Honda | 1:57.601 | +1.199 |
| 16 | Luca Marini | Honda HRC | Honda | 1:57.805 | +1.403 |
| 17 | Jack Miller | Pramac Racing | Yamaha | 1:58.156 | +1.754 |
| 18 | T. Razgatlioglu | Pramac Racing | Yamaha | 1:58.326 | +1.924 |
| 19 | Diogo Moreira | LCR Honda | Honda | 1:58.476 | +2.074 |
| 20 | Lorenzo Savadori | Aprilia Racing | Aprilia | 1:58.902 | +2.500 |
| 21 | Augusto Fernandez | Monster Yamaha | Yamaha | 1:59.278 | +2.876 |

