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Il neerlandese vince una seconda tappa da antologia tra sterrato e pioggia. Isaac del Toro sfila la maglia a Ganna, ma l’Italia sogna con il coraggio di Giulio Pellizzari.

Ci sono giorni in cui il ciclismo smette di essere uno sport di resistenza e diventa una forma d’arte drammatica. La seconda tappa della Tirreno-Adriatico 2026 è stata esattamente questo: un quadro dipinto con i colori della terra senese, bagnato da una pioggia sottile che ha trasformato il finale in un’arena per gladiatori. Tra le torri millenarie di San Gimignano, a sollevare le braccia al cielo è stato l’uomo più atteso, Mathieu van der Poel, ma il verdetto della strada racconta molto di più di una semplice vittoria.

La calma prima della tempesta

La frazione era iniziata sotto i binari della consuetudine. Una fuga a quattro, composta da Tarozzi, Bou, Sevilla e Iacchi, aveva preso il largo con il benestare di un gruppo che, tuttavia, non ha mai concesso un centimetro di troppo. La gestione del plotone è stata chirurgica, con le squadre degli uomini di classifica impegnate a mantenere la velocità altissima per scongiurare colpi di mano.

Il vero spartiacque, però, non è stato un attacco, ma il cielo. Una pioggia leggera ha iniziato a cadere proprio mentre i corridori si avvicinavano al tratto clou della giornata: il settore di sterrato. Il cambio di grip e la visibilità ridotta hanno trasformato l’approccio alla strada bianca in una volata di posizione frenetica, quasi una gara a eliminazione.

Fango e polvere: il momento della verità

L’ingresso sullo sterrato è stato un atto di forza collettivo. Julian Alaphilippe ha provato a far valere il suo istinto da vecchio lupo delle classiche entrando in testa, ma è stato l’affondo di Mathieu van der Poel a mandare il sistema in frantumi. Il campione della Alpecin-Premier Tech ha aperto il gas con una progressione brutale, portandosi dietro solo due corridori: il talento messicano Isaac del Toro e lo statunitense Matteo Jorgenson.

Proprio Jorgenson, però, è rimasto vittima della scivolosità del terreno, finendo a terra e lasciando via libera alla coppia di testa. È in questo momento che la tappa ha regalato l’emozione più grande per i colori azzurri: Giulio Pellizzari. Il giovane marchigiano della Red Bull – BORA – hansgrohe, con un inseguimento solitario mozzafiato, è riuscito a colmare il gap sul duo di testa, trasformando il finale in un terzetto d’autore.

Il crollo dei giganti e la rampa finale

Mentre davanti i tre viaggiavano con un’intesa perfetta, dietro si consumava il dramma della Ineos Grenadiers. Filippo Ganna, leader della generale dopo la cronometro d’apertura, è stato costretto ad alzare bandiera bianca, incapace di reggere il ritmo dei fuoristrada sullo sterrato bagnato. Non è andata meglio al suo compagno Thymen Arensman, finito a terra in un momento cruciale.

L’epilogo a San Gimignano rimarrà negli occhi degli appassionati per lungo tempo. Sulla rampa finale in pavé, con le pendenze che mordevano le gambe, Pellizzari ha provato l’impresa della vita, scattando in faccia ai due giganti. Van der Poel ha dovuto attingere a ogni singola fibra di energia per chiudere sul giovane azzurro, sorpassandolo negli ultimi metri con una fatica che raramente si vede sul volto del “Re del fango”.

L’olandese ha siglato così la vittoria numero 58 della carriera, ma alle sue spalle Isaac del Toro ha potuto festeggiare il primato in classifica generale. Pellizzari, terzo ma praticamente appaiato, esce dalla tappa con la consapevolezza di essere ormai un top player, distante appena 3” dalla maglia azzurra di leader.

Italia protagonista nel secondo gruppo

A conferma della splendida giornata per il movimento italiano, alle spalle dei tre battistrada e del norvegese Johannessen (quarto a 15”), si è piazzato un terzetto tricolore di altissimo livello. Andrea Vendrame, Alessandro Pinarello e Giulio Ciccone hanno chiuso rispettivamente al quinto, sesto e settimo posto, dimostrando che la forma degli azzurri in questa Corsa dei Due Mari è ai massimi storici.

ORDINE D’ARRIVO – 2ª TAPPA

Pos.CorridoreSquadraTempo
1Mathieu VAN DER POELAlpecin-Premier Tech4h 12′ 33″
2Isaac DEL TOROUAE Team Emiratess.t.
3Giulio PELLIZZARIRed Bull – BORA – hansgrohes.t.
4T. Halland JOHANNESSENUno-X Mobility+ 15″
5Andrea VENDRAMETeam Jayco AlUla+ 15″
6Alessandro PINARELLONSN Cycling Team+ 15″
7Giulio CICCONELidl – Trek+ 15″

CLASSIFICA GENERALE TOP 3

  1. Isaac DEL TORO (MEX)
  2. Giulio PELLIZZARI (ITA) + 3″
  3. Mathieu VAN DER POEL (NED) + 7″