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Tra le incertezze della vigilia sul possibile svolgimento della diciassettesima frazione, la corsa alla Grande Boucle ha regalato un epilogo spettacolare che ha coniugato l’azione a lunga gittata e lo spunto veloce. Jasper Philipsen ha spezzato il digiuno al Tour de France, aggiudicandosi il traguardo di Voiron grazie al consueto supporto della propria squadra. L’atleta belga ha concretizzato il lavoro dei compagni dopo un avvio di corsa particolarmente complesso e avaro di soddisfazioni.

La battuagliata iniziale e il maxigruppo al comando

La prima sezione della tappa, caratterizzata da un profilo altimetrico frastagliato, ha visto una sequenza ininterrotta di affondi. Un nutrito gruppo comprendente corridori del calibro di Per Strand Hagenes, Jai Hindley, Quinn Simmons, Alex Baudin, Tiesj Benoot, Matej Mohoric, Egan Bernal, Joshua Tarling, Jasper Stuyven, Mathieu Van der Poel, Felix Engelhardt, Pablo Castrillo, Einer Rubio, Afonso Braz, Guillaume Martin e Rick Pluimers è riuscito a guadagnare margine sul plotone.

La reazione delle retrovie è stata però veemente, con il riaggancio avvenuto a circa settanta chilometri dall’arrivo. Da quel momento la situazione strategica si è totalmente azzerata, dando vita a un battistrada allargato di circa cinquanta unità. Un ulteriore allungo promosso da Jasper Stuyven, Mads Pedersen, Ben Healy, Michal Kwiatkowski, Edward Planckaert e Felix Engelhardt ha permesso a questo sestetto di accumulare un minuto di vantaggio sui primi inseguitori.

L’affondo di Stuyven e lo sprint di Voiron

A seguito dello striscione del traguardo volante si è verificato lo snodo decisivo: Stuyven ha tentato l’azione solitaria in avanti, approfittando dell’esitazione degli altri compagni di avventura che sono stati riassorbiti dal resto dei battistrada. Il corridore belga ha resistito fino a quattro chilometri dalla conclusione, momento in cui il contromovimento delle squadre degli sprinter ha ricucito definitivamente lo strappo.

Nel finale le formazioni dei velocisti hanno organizzato i rispettivi treni per pilotare gli atleti di punta. Un immenso Mathieu Van der Poel ha azionato il motore per lanciare Philipsen, il quale ha inserito la marcia più alta sul rettilineo d’arrivo imponendosi con autorità. La piazza d’onore è andata allo svizzero Mauro Schmid, mentre Olav Kooij ha completato il podio di giornata occupando il terzo gradino. Nessuno scossone nella classifica generale, guidata con sicurezza da Tadej Pogacar e dalla sua squadra in attesa delle grandi montagne.