Mattis Stenshagen firma l’impresa e beffa Klæbo nella 10 km TC. Gli azzurri rispondono presente piazzando due atleti tra i primi dieci, confermando la crescita del movimento nel momento clou della stagione.
Le nevi di Dobbiaco continuano a parlare norvegese, ma nell’aria frizzante della Pustertal si avverte anche il sapore di un’Italia che sa ancora lottare ai vertici. La seconda tappa del Tour de Ski 2026, valida per la Coppa del Mondo, ha consegnato un verdetto per certi versi inaspettato: non è stato il “cannibale” Johannes Høsflot Klæbo a trionfare nella 10 km a tecnica classica, bensì il suo connazionale Mattis Stenshagen, autore di una prova magistrale per gestione e potenza.
L’assolo di Stenshagen e il “regno” di Klæbo
La gara con partenza a intervalli, disciplina che non concede alibi e richiede una sensibilità tecnica fuori dal comune, ha visto Stenshagen chiudere con il tempo di 22’11″0. Una prestazione chirurgica che gli ha permesso di respingere l’assalto di Klæbo, secondo a 8″9. Sebbene sconfitto di giornata, il fuoriclasse di Trondheim esce da Dobbiaco con un sorriso a metà: la piazza d’onore gli consente infatti di blindare il pettorale giallo di leader della classifica generale, scavando un solco che inizia a farsi preoccupante per gli inseguitori.
A completare il podio tutto scandinavo ci ha pensato un ritrovato Emil Iversen (+10″1), capace di precedere il veterano finlandese Iivo Niskanen, quarto e ancora una volta ai piedi del podio nonostante una lezione di stile nel passo alternato. Dietro di loro, la densità norvegese e svedese si è confermata impressionante, con Edvin Anger (5°), Erik Valnes (6°) e Harald Østberg Amundsen (7°) a spartirsi i piazzamenti di prestigio.
Azzurri d’assalto: Barp e Pellegrino brillano in top ten
Il pubblico di casa ha avuto di che gioire grazie alla prova di Elia Barp. Il giovane talento azzurro ha confermato di aver raggiunto una maturità agonistica importante, chiudendo all’ottavo posto con un distacco di 39″2 dal vincitore. Barp ha sciato con coraggio, tenendo testa ai ritmi forsennati imposti dai norvegesi e precedendo sul traguardo l’atleta neutrale Savelii Korostelev.
Subito dietro di lui, a chiudere la top ten, è arrivato l’intramontabile Federico Pellegrino. Il poliziotto di Nus, decimo a 42″7, ha dimostrato che anche sulla distanza e in tecnica classica può dire la sua, gestendo le energie nella prima parte di gara per poi scatenare i cavalli nel finale. Un risultato che inietta fiducia nel clan Italia e che tiene “Chicco” pienamente in corsa per un piazzamento d’onore nella classifica finale del Tour.
Le retrovie e il bilancio della squadra
Meno brillanti gli altri azzurri in gara. Davide Graz ha chiuso al 34° posto (+1’19″8), seguito a breve distanza da Simone Daprà (38°). Più faticosa la prova di Francesco De Fabiani, apparso lontano dalla condizione migliore e solo 52° al traguardo. Oltre la settantesima posizione si sono invece attestati Martino Carollo, Giacomo Gabrielli e Simone Mocellini, mentre la squadra ha dovuto registrare i forfait dell’ultima ora di Paolo Ventura e Michael Hellweger.
Classifica Generale: Klæbo prova la fuga
Guardando alla classifica generale del Tour de Ski, il quadro assume contorni quasi monocromatici. I primi tre posti sono blindati dalla Norvegia: Klæbo comanda con un vantaggio rassicurante di 53″ su Lars Heggen e 57″ su Amundsen.
Per i colori italiani, la situazione resta comunque interessante: Federico Pellegrino occupa attualmente l’ottava posizione assoluta a 1’16” dalla vetta, un piazzamento che gli permette di sognare ancora in vista delle tappe più dure. Elia Barp, grazie alla performance odierna, risale fino alla dodicesima piazza (+1’37”), confermandosi l’astro nascente su cui puntare per il futuro prossimo della nazionale.
Risultati 10 km TC Dobbiaco (Top 10)
| Pos. | Atleta | Nazione | Tempo / Distacco |
| 1 | Mattis Stenshagen | NOR | 22’11″0 |
| 2 | Johannes H. Klæbo | NOR | +8″9 |
| 3 | Emil Iversen | NOR | +10″1 |
| 4 | Iivo Niskanen | FIN | +24″3 |
| 5 | Edvin Anger | SWE | +29″3 |
| 6 | Erik Valnes | NOR | +30″7 |
| 7 | Harald Ø. Amundsen | NOR | +34″4 |
| 8 | Elia Barp | ITA | +39″2 |
| 9 | Savelii Korostelev | AIN | +39″6 |
| 10 | Federico Pellegrino | ITA | +42.7 |

