Fonte: Instagram: ciclismoafondo_oficial https://www.instagram.com/p/DScEV7EDCsB/

ARCO – Il ciclismo sa essere uno sport tanto esaltante quanto spietato. Per Lorenzo Finn, il Tour of the Alps 2026 si è trasformato da trampolino di lancio a incubo in pochi secondi. La caduta collettiva che ha scosso le prime battute della terza tappa ha lasciato il segno più profondo proprio sul giovane portacolori della Red Bull-Bora-hansgrohe: gli esami radiografici hanno infatti confermato la frattura del polso destro.

Il verdetto clinico e lo stop forzato

Il comunicato della scuderia tedesca non lascia spazio a interpretazioni: un impatto violento che interrompe bruscamente il percorso di crescita di uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale. “Auguriamo a Lorenzo una rapida guarigione”, scrive il team, consapevole che una frattura in quel punto, per un corridore, rappresenta un ostacolo complesso non solo per il dolore, ma per la successiva gestione del manubrio in fase di spinta.

Il fattore Giro Next Gen e l’incognita recupero

La preoccupazione maggiore ora riguarda il calendario. Con il Giro Next Gen ormai alle porte, la partecipazione di Finn è seriamente a rischio. Perdere la “Corsa Rosa” dedicata ai giovani sarebbe un colpo durissimo per un atleta che aveva programmato la stagione proprio su quell’appuntamento.

La solidarietà del gruppo: il messaggio di Pellizzari

Non è mancato il supporto dei colleghi, a dimostrazione della stima di cui Finn gode in gruppo. Prima ancora del bollettino medico, la Maglia Verde Giulio Pellizzari aveva espresso la sua vicinanza: “Ha già dimostrato quanto va forte, tornerà ancora più competitivo”. Parole che sottolineano il valore tecnico del ragazzo, chiamato ora alla sfida più difficile: la pazienza della riabilitazione per tornare a dettare legge in salita.