Un mix di emozioni contrastanti ha accompagnato la prima uscita sul cemento americano di Matteo Berrettini. Il tennista romano ha conquistato l’accesso al secondo turno superando Stan Wawrinka con il punteggio di 7-6(4) 7-6(3) 6-0, mettendo la parola fine alla gloriosa traiettoria dello svizzero nei tornei del Grande Slam. Se l’azzurro prosegue il proprio cammino verso la sfida con l’argentino Mariano Navone, i riflettori del Grandstand si sono inevitabilmente posati sul trentanovenne elvetico, festeggiato dall’organizzazione con un quadro celebrativo a dieci anni dal trionfo del 2016.
Due set di pura sofferenza risolti ai tie-break
L’avvio dell’incontro ha mostrato un equilibrio sostanziale guidato dai rispetti turni di battuta. Il tennista capitolino ha piazzato il primo strappo nel quinto gioco, facendosi però riagganciare sul 5-4 dopo un passaggio a vuoto scivolato a zero. Annullata una palla del set con il servizio sul 5-6, Berrettini ha trascinato il parziale al tie-break, risolvendo la pratica sul 7-4 grazie alla lucidità mostrata negli scambi prolungati con il rovescio in back.
La seconda frazione ha vissuto una breve interruzione a causa della pioggia sul punteggio di 1-1. Alla ripresa delle operazioni l’elvetico ha trovato il break portandosi avanti fino al 5-3, ma si è visto cancellare ben tre palle del set dalle prime vincenti dell’azzurro. Reagendo con forza da veterano, il romano ha prima recuperato lo svantaggio e poi dominato il tie-break per 7-3, scappando subito sul 5-0 prima di chiudere la pratica con una bella accelerazione da fondo campo.
Il crollo dello svizzero e l’omaggio finale del Grandstand
La resistenza dell’ex campione dello Slam si è definitivamente sgretolata nel terzo parziale. Un combattutissimo primo game segnato da un video review si è chiuso con il break azzurro, confermato poco dopo risalendo da uno svantaggio di 0-40 sul proprio turno di battuta. Svuotato delle ultime energie psicofisiche, Wawrinka ha ceduto di schianto il campo, permettendo a Berrettini di infliggergli un rapido 6-0 in appena due ore e cinquantaquattro minuti di gioco complessivi.
Le cifre della sfida premiano la prestazione al servizio del capitolino, capace di scagliare 13 ace e di incasellare l’80% dei punti con la prima di battuta, con ben 44 vincenti totali. Il significato della serata va tuttavia oltre il semplice verdetto del campo, rappresentando l’ultimo inchino di un atleta straordinario capace di ritagliarsi tre titoli del Grande Slam nell’era dei mostri sacri del tennis mondiale.

