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Una pagina indimenticabile del tennis moderno si consuma nell’atmosfera surreale dell’Arthur Ashe Stadium, al termine di un duello epico protrattosi fino alle tre e trentaquattro del mattino. Ben Shelton ha eliminato il campione in carica Carlos Alcaraz nei quarti degli US Open, firmando l’impresa più luccicante della propria giovane carriera agonistica. Il verdetto finale si è concretizzato col punteggio di 6-7(5) 6-1 6-3 1-6 7-6(7), al termine di quattro ore e ventotto minuti di parziali ribaltati, sofferenza e giocate di pura potenza. L’incontro è diventato ufficialmente il match terminato più tardi nella storia del torneo, consegnando al pubblico newyorkese uno spettacolo irripetibile. Per il tennista americano si tratta del primo trionfo in carriera contro il fuoriclasse spagnolo, ottenuto grazie ad una tenuta mentale granitica nei momenti di massima tensione della partita.

Dalle difficoltà iniziali al dominio centrale: i problemi fisici dello spagnolo e la spinta di Shelton

L’avvio di gara aveva lasciato presagire una serata favorevole al numero due della classifica mondiale, abile a far suo il primo parziale al tie-break grazie ad un pizzico di freddezza in più nei momenti salienti. La reazione del ventitreenne di Atlanta è arrivata però con una violenza atletica inaudita, travolgendo la difesa del rivale a suon di prime vincenti e traccianti di dritto. Shelton ha dominato la seconda frazione per sei a uno, mantenendo poi altissima la pressione da fondocampo anche nel terzo set concluso sul sei a tre. In questa fase Alcaraz ha accusato evidenti disturbi allo stomaco, faticando a contenere l’esplosività dell’avversario e vedendosi costretto a cedere il passo per due parziali ad uno nel computo complessivo.

La fiammata di Alcaraz ed il drammatico super tie-break risolto da un ace a 235 km/h

Orgoglio e classe hanno permesso al detentore del titolo di rientrare in partita con un perentorio sei ad uno nel quarto set, trascinando la contesa al quinto e decisivo parziale. L’ultima frazione si è trasformata in un vero e proprio braccio di ferro privo di break, sfociando inevitabilmente nel super tie-break ai dieci punti previsti dal regolamento Slam. Alcaraz sembrava aver indirizzato il finale salendo sul cinque a tre, ma la reazione di Shelton è stata immediata e devastante. L’americano ha ribaltato l’inerzia affidandosi ad una prima di servizio scagliata ad oltre duecentotrentacinque chilometri orari, piazzando poi l’ace decisivo sul dieci a sette finale che ha fatto esplodere di gioia il centrale.

Prospettive per la semifinale: un derby a stelle e strisce all’orizzonte

La clamorosa battuta d’arresto costringe Carlos Alcaraz ad abdicare prima del previsto, lasciando lo scettro di New York e preziosi punti in classifica. Ben Shelton vola invece verso una storica semifinale tutta statunitense contro Frances Tiafoe, garantendo ad un rappresentante di casa la certezza di giocarsi la finalissima per il titolo degli US Open.