HUY (Belgio) – Le gerarchie sono state ristabilite. Dopo tre anni di attesa e due secondi posti consecutivi che avevano il sapore dell’incompiuta, Demi Vollering è tornata a dominare il Mur de Huy. La fuoriclasse neerlandese, punta di diamante della FDJ United – SUEZ, ha rispettato ogni pronostico della vigilia, domando le pendenze brutali della Freccia Vallone 2026 e mettendo in bacheca il secondo successo in carriera nella prestigiosa classica delle Ardenne. Una vittoria di forza e di nervi, arrivata al termine di una prova di 148,2 chilometri che ha confermato come, quando la strada punta dritta verso il cielo, il suo motore resti il punto di riferimento assoluto per l’intero gruppo.
Tattica e controllo: la scalata perfetta
La gara è stata caratterizzata da un ritmo incessante sin dalla partenza di Huy. Nonostante i numerosi tentativi di fuga che hanno provato a scardinare la resistenza del plotone, le squadre delle favorite hanno lavorato con precisione chirurgica per mantenere la corsa sotto controllo. Il copione della Freccia Vallone, d’altronde, è un classico che non stanca mai: l’attesa febbrile per l’ultimo chilometro.
Vollering ha interpretato la scalata finale con la lucidità dei giorni migliori. Rimasta coperta fino all’imbocco del Muro, ha lasciato che le avversarie si logorassero sulle prime rampe per poi lanciare il suo attacco decisivo. Un assolo potente, una progressione che ha scavato immediatamente un solco tra lei e le inseguitrici, permettendole di tagliare il traguardo con un margine di sicurezza che non ammette repliche.
Il podio delle conferme: Pieterse e la sorpresa Blasi
Alle spalle della vincitrice, la lotta per il podio ha offerto spunti tecnici di altissimo livello. La medaglia d’argento è andata a un’altra rappresentante della “scuola olandese”, Puck Pieterse (UAE Team ADQ). La giovane polivalente ha tentato una rimonta furiosa nelle ultime centinaia di metri, confermando una condizione atletica eccezionale ma dovendosi arrendere alla superiorità di Vollering.
Il terzo gradino del podio è invece occupato da Paula Blasi (CANYON//SRAM zondacypto). Dopo l’incredibile exploit all’Amstel Gold Race, la Blasi ha dimostrato che il suo successo non è stato un caso isolato, gestendo il Mur de Huy con una maturità tattica impressionante per un profilo della sua esperienza. A completare la “Top 5” sono state due leggende del Team SD Worx-Protime: Kasia Niewiadoma e la rientrante Anna Van Der Breggen, apparse leggermente meno brillanti del solito nel momento del cambio di ritmo decisivo.
Italia: Trinca Colonel sfiora la zona punti
Per i colori azzurri, la giornata ha regalato la conferma di Monica Trinca Colonel. La portacolori della Liv AlUla Jayco è stata l’unica rappresentante italiana capace di restare agganciata alle migliori fin quasi alla vetta. L’undicesimo posto finale è un risultato solido che, pur non portando una medaglia, sottolinea la sua crescita costante nelle corse di un giorno più dure del calendario internazionale.
Con questo successo, Demi Vollering lancia un messaggio chiarissimo a tutte le avversarie in vista dei prossimi appuntamenti stagionali: la “Regina delle Ardenne” ha ripreso il suo scettro e non sembra intenzionata a cederlo facilmente.
Ordine d’Arrivo Freccia Vallone Femminile 2026
| Pos. | Atleta | Squadra | Tempo |
| 1 | Demi Vollering | FDJ United – SUEZ | 3h 52′ 15″ |
| 2 | Puck Pieterse | UAE Team ADQ | + 4″ |
| 3 | Paula Blasi | CANYON//SRAM | + 7″ |
| 4 | Kasia Niewiadoma | SD Worx-Protime | + 12″ |
| 5 | Anna Van Der Breggen | SD Worx-Protime | + 15″ |

