VALPUESTA, Spagna – La terza tappa della Vuelta a Burgos ha regalato un finale al cardiopalma, con l’Italia grande protagonista, ma con la stella nascente del ciclismo francese, Léo Bisiaux, a prendersi la scena. Il giovane talento della Decathlon AG2R La Mondiale Team ha attaccato con grande audacia, staccando il gruppo dei migliori e conquistando una vittoria di prestigio a Valpuesta, che gli è valsa anche la maglia di leader della classifica generale.
La tappa: una fuga controllata e la battaglia sul GPM
La tappa è stata animata fin dalle prime battute da una fuga di sei corridori: il belga Sander De Pestel (Decathlon AG2R La Mondiale), e gli spagnoli Daniel Cavia (Burgos Burpellet BH), Gorka Sorarrain (Caja Rural – Seguros RGA), Hugo Aznar (Equipo Kern Pharma), Iker Mintegi (Euskaltel – Euskadi) e Mario Silva (Illes Balears – Arabay). Il gruppo, guidato da squadre come Lidl-Trek e UAE Team Emirates XRG, ha tenuto la situazione sotto controllo, annullando il distacco in vista del GPM di Puerto de Orduña.
È stato proprio sulla salita che la corsa si è accesa, con i big della classifica che hanno dato il via a una vera e propria battaglia. Tra i primi a muoversi, un agguerrito Giulio Ciccone, che è riuscito a staccare il gruppo insieme a Léo Bisiaux. Con loro anche l’italiano Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team), Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) e un rimontante Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG).
L’attacco vincente di Bisiaux
I cinque al comando hanno guadagnato un buon margine sul plotone e si sono andati a giocare la vittoria. A pochi chilometri dall’arrivo, Léo Bisiaux ha sferrato l’attacco decisivo, lanciandosi in solitaria verso il traguardo. Il giovane francese ha dimostrato una grande forza e una notevole intelligenza tattica, beffando i suoi avversari e conquistando il successo con un vantaggio di 10 secondi. Alle sue spalle, Giulio Ciccone e Giulio Pellizzari hanno chiuso rispettivamente al secondo e terzo posto, con Isaac Del Toro e Lorenzo Fortunato a completare la top five.
Un risultato che premia il talento di Bisiaux, che a soli 19 anni si è preso la scena in una corsa di prestigio. L’Italia, nonostante la sconfitta, può sorridere per l’ottima prova dei suoi atleti, che hanno dimostrato di avere le carte in regola per lottare per la vittoria finale.

