A Miami si spegne il sogno azzurro dopo una cavalcata leggendaria. Gli uomini di Cervelli si arrendono in rimonta (4-2) alla qualità del bullpen venezuelano. Mercoledì la finalissima sarà USA-Venezuela, per l’Italia un quarto posto che sa di orgoglio e rimpianto.
Il baseball, si sa, è lo sport dei centimetri e dei momenti. E a Miami, nella notte che poteva spalancare le porte della leggenda alla Nazionale italiana, i centimetri hanno sorriso al Venezuela, mentre i momenti decisivi sono scivolati via tra le dita di un’Italia mai così competitiva, ma infine tradita dalla tensione e dalla stanchezza. Il 4-2 finale premia la concretezza sudamericana e condanna gli azzurri a un quarto posto che eguaglia il piazzamento del 1998, chiudendo un’avventura che resterà comunque scolpita nella memoria degli appassionati.
L’illusione Azzurra e il monte dei giganti
Francisco Cervelli, per l’appuntamento con la storia, non ha fatto calcoli: palla a Aaron Nola, il braccio più prestigioso del roster. L’avvio è un manifesto di solidità. Nola giganteggia, domina il line-up venezuelano e permette all’attacco italiano di lavorare con pazienza contro il partente Keider Montero.
Il secondo inning sembra l’alba di un miracolo. Dezenzo apre le danze con una valida, poi la disciplina azzurra al piatto manda in tilt Montero: tre basi su ball consecutive caricano le basi e portano a casa il punto dell’1-0 grazie a D’Orazio. Il cambio sul monte venezuelano con Ricardo Sanchez non ferma l’inerzia: Caglianone vola a casa base per il raddoppio. Sul 2-0 l’Italia respira profumo di finale, ma è l’ultimo acuto di una batteria offensiva che, da quel momento in poi, inizierà a balbettare sotto il peso della responsabilità.
Il fuoricampo di Suarez e il bivio Lorenzen
La partita cambia volto nel quarto inning. Aaron Nola, fino a quel momento perfetto, subisce la potenza di Suarez. Un homerun da un punto che non solo accorcia le distanze, ma agisce come una scossa elettrica per il Venezuela, togliendo certezze alla difesa italiana.
Qui arriva la mossa che farà discutere: Cervelli decide di richiamare Nola, apparso leggermente in affanno ma ancora in controllo, per inserire Michael Lorenzen. L’eroe della vittoria contro gli Stati Uniti entra bene in partita, domando per due riprese le mazze avversarie. L’Italia però manca il colpo del K.O. nella parte bassa del sesto. Con le basi cariche e due eliminati, Sam Antonacci finisce al piatto. Uno strike-out che pesa come un macigno: è il momentum della sfida, la porta che si chiude per gli azzurri e si spalanca per i “Vinotinto”.
Il settimo inning: l’inizio della fine
Il baseball è spietato. Se non capitalizzi, vieni punito. Il settimo inning si apre con un episodio controverso: un lancio di Lorenzen su Torres giudicato ball dall’arbitro, nonostante la traiettoria sembrasse colpire nitidamente la zona dello strike. Da quella base su ball nasce il caos.
Lorenzen smarrisce la zona, la difesa azzurra perde smalto. Un’assistenza imprecisa di Antonacci permette ad Acuna Jr di arrivare salvo in prima e al Venezuela di siglare il pareggio. È il crollo: Lorenzen subisce le valide di Garcia e Arraez. In pochi minuti il tabellone recita 2-4. La “frittata”, come si dice in gergo, è completata. Il Venezuela opera il sorpasso con una ferocia agonistica che l’Italia, in quel momento, non riesce più a controbattere.
Il muro venezuelano e l’eredità Azzurra
Gli ultimi due inning sono una lenta agonia sportiva. Il bullpen venezuelano si trasforma in un muro invalicabile: Bazardo, Machado e Palencia chiudono ogni spiraglio. L’Italia non riesce più a mettere la palla in campo, chiudendo con appena 5 valide totali contro le 8 degli avversari. L’innesto disperato di Brayan Rocchio è l’ultima mossa di una panchina che ha provato tutto, ma che si è dovuta scontrare con la realtà di un Venezuela che si conferma “bestia nera” (sei vittorie su sei scontri nel Classic).
L’Italia esce dal torneo in quarta posizione. Non ci sarà finale per il bronzo, assegnato alla Repubblica Dominicana per i migliori risultati nei gironi, ma resta la consapevolezza di aver giocato alla pari con le superpotenze del globo. Questa Nazionale ha battuto gli USA, ha fatto tremare il Messico e ha riportato il baseball nelle prime pagine dei giornali italiani. Il sogno della “Cinderella” si è infranto a un passo dal ballo finale, ma le fondamenta per il futuro non sono mai state così solide.
IL TABELLINO DELLA SEMIFINALE
| Squadra | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | R | H | E |
| 🇮🇹 ITALIA | 0 | 2 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | 5 | 1 |
| 🇻🇪 VENEZUELA | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 3 | 0 | X | 4 | 8 | 0 |

