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Si è spenta la luce dei riflettori in Cina sulla seconda tappa della World Boxing Cup 2026. Sul quadrato di Guiyang, la spedizione della Nazionale italiana di pugilato ha vissuto una mattinata intensa, culminata con la disputa di due finali che assegnavano le medaglie più pregiate. Il bilancio conclusivo per i colori azzurri parla di due sconfitte, un risultato che tuttavia non cancella l’ottimo cammino complessivo di un gruppo che si era presentato ai nastri di partenza del torneo asiatico con sei rappresentanti.

Le sfide odierne hanno riservato verdetti diametralmente opposti nella dinamica, ma offrono comunque al direttore tecnico e a tutto l’ambiente indicazioni preziose per il futuro a medio e lungo termine della boxe tricolore.

Charaabi cede ai punti: verdetto non unanime contro Kyzaibay

Nella categoria dei 54 kg femminili, Sirine Charaabi si è dovuta accontentare della medaglia d’argento. L’azzurra è uscita sconfitta dal confronto che la vedeva opposta alla coriacea kazaka Nazym Kyzaibay, al termine di un match spigoloso e tatticamente complesso. Il tabellino dei giudici ha sancito un verdetto non unanime di 1-4 in favore dell’atleta asiatica.

Mentre quattro dei cinque ufficiali di gara hanno premiato la maggiore incisività e il controllo del ring da parte di Kyzaibay, un solo giudice ha preferito la scherma della pugile italiana. Nonostante il mancato trionfo sul gradino più alto del podio, per la Charaabi si chiude una campagna cinese assolutamente autorevole, che ne ribadisce lo spessore internazionale all’interno della categoria.

Troppo Tadah per Caruso: l’arbitro stoppa l’italiano alla seconda ripresa

Di tutt’altro tenore è stato l’epilogo della finale dei 85 kg maschili, dove Paolo Caruso ha subito una dura battuta d’arresto per mano di Junior Tadah. Il pugile transalpino si è dimostrato un ostacolo insormontabile sin dalle primissime battute dell’incontro, mettendo in mostra una netta superiorità fisica e una pressione asfissiante.

Caruso ha provato a stringere i denti e a contenere le offensive del rivale, ma è apparso costantemente in balia dei colpi pesanti del francese. Di fronte a un monologo così marcato e per salvaguardare l’incolumità dell’atleta italiano, il direttore di gara ha preso la decisione di interrompere definitivamente la contesa al termine del secondo round, decretando la vittoria di Tadah per interruzione arbitrale.

Sguardo al futuro: la rotta verso i Giochi di Los Angeles 2028

Nonostante l’amarezza per i due ori sfumati sul traguardo, la trasferta a Guiyang va catalogata come un’esperienza estremamente fruttuosa per il pugilato italiano. Il torneo ha permesso di consolidare lo status di atlete di primissimo piano, come la stessa Charaabi, e contemporaneamente ha offerto una vetrina d’alto livello a volti nuovi del panorama maschile.

L’ottimismo all’interno del clan azzurro rimane tangibile: i segnali emersi in questo appuntamento della World Boxing Cup costituiscono delle fondamenta solide su cui programmare il quadriennio agonistico, con il mirino già focalizzato sui grandi palcoscenici internazionali e sul grande sogno a cinque cerchi di Los Angeles 2028.