CINCINNATI, Stati Uniti – Si chiude subito il cammino di Martina Trevisan nel tabellone di qualificazione del WTA 1000 di Cincinnati. La tennista toscana è stata sconfitta da Solana Sierra, l’argentina passata alla storia come la prima lucky loser di sempre a raggiungere gli ottavi di finale a Wimbledon. Con il punteggio di 6-3, 6-4, Sierra ha eliminato l’italiana, ma il risultato non rispecchia appieno la lotta che si è vissuta sul campo in un’ora e 40 minuti di gioco.
La partita: una battaglia di nervi e tattica
Il primo set si è aperto con un botta e risposta di break, con Trevisan che ha messo a segno il primo, e Sierra che ha risposto subito. Ma è stata l’argentina la prima a prendere il largo, trovando un altro break che le ha permesso di salire sul 5-2. Nonostante il set point a suo favore, Trevisan è riuscita ad annullare ben tre break point consecutivi, ma alla quinta occasione l’argentina ha chiuso il set sul 6-3.
Il secondo parziale è stato un remake del primo, ma con un’intensità ancora maggiore. I game sono diventati infinitamente più lottati, con Trevisan che ha trovato il primo break dopo averne annullato uno a sua volta. Ma Sierra non ha mollato, e dopo aver subito lo 0-2, ha reagito con forza, riprendendosi subito e salendo sul 4-3 con un nuovo break all’italiana. Sul 5-3, l’argentina ha avuto ben sei match point, ma Trevisan è riuscita ad annullarli tutti. Solo al settimo match point, sul 5-4, l’incontro è terminato, con Sierra che ha conquistato la vittoria.
Il problema principale di Trevisan: il servizio
Il problema principale di Trevisan durante la partita è stato il servizio. La sua percentuale di punti vinti con la prima di servizio, del 54%, è stata decisamente inferiore a quella di Sierra, che ha chiuso con un ottimo 77%. Questa differenza è stata la chiave della partita e ha determinato l’esito finale.
Dopo un lungo stop che l’ha fatta scivolare al numero 272 del ranking mondiale, Trevisan ha bisogno di ritrovare la fiducia e il ritmo di gioco. La sconfitta a Cincinnati è un duro colpo, ma è anche un’occasione per analizzare gli errori e lavorare sui punti deboli. L’obiettivo principale, ora, è riprendere confidenza con il campo e recuperare posizioni in classifica.

