Fonte: Instagram: mirra_andreeva_tennis https://www.instagram.com/p/DXwyzVXDMda/

MADRID – La Caja Mágica incorona la sua predestinata. Mirra Andreeva è la prima finalista del Mutua Madrid Open 2026, al termine di una semifinale che ha mescolato dominio tecnico e pura adrenalina. La russa, attuale numero 8 del mondo, ha piegato la resistenza dell’americana Hailey Baptiste con il punteggio di 6-4 7-6(8), confermando un feeling straordinario con i grandi palcoscenici. Per la diciassettenne di Krasnojarsk si spalancano le porte della terza finale in carriera in un WTA 1000, dopo i trionfi del 2025 a Dubai e Indian Wells.

Il primo set: Andreeva detta legge, Baptiste frena

L’avvio di match ha evidenziato una netta disparità di energie fisiche. Hailey Baptiste, reduce dall’impresa titanica contro la numero uno Aryna Sabalenka, è apparsa sin dai primi scambi meno brillante negli spostamenti laterali. Andreeva ne ha approfittato con la maturità di una veterana: dopo una fase di studio, la russa ha piazzato la zampata nel settimo game, strappando il servizio alla statunitense.

Solida alla battuta e implacabile con il rovescio, la classe 2007 ha gestito il vantaggio senza sbavature, chiudendo il primo parziale sul 6-4. Le statistiche del set hanno premiato la regolarità della russa, capace di mandare fuori giri l’avversaria attraverso un tennis difensivo d’élite e rotazioni manovrate magistralmente.

Tie-break vietato ai deboli di cuore

Il secondo set sembrava scorrere via sui binari della normalità quando Andreeva ha trovato il break del 3-2. Ma il tennis, si sa, è lo sport del diavolo. Con le spalle al muro, Baptiste ha gettato il cuore oltre l’ostacolo: ha annullato un match-point e, approfittando di un improvviso calo di tensione della russa, ha trovato il contro-break che ha trascinato la frazione al tie-break.

Qui la partita si è trasformata in un duello rusticano. L’americana è scappata sul 4-0, accarezzando l’idea del terzo set e procurandosi ben tre set-point. Nel momento di massimo pericolo, però, Andreeva ha alzato il muro: ha annullato ogni occasione avversaria con rovesci chirurgici e una tenuta mentale d’acciaio. Sul 10-8 finale, un urlo liberatorio ha sciolto la tensione di un’ora e 41 minuti di battaglia.

Numeri da numero uno e attesa per la sfida finale

Il tabellino a fine incontro parla chiaro: Andreeva ha vinto l’81% dei punti con la prima palla (contro il 66% della Baptiste) e ha messo in campo il 69% di prime. Una superiorità statistica che riflette il controllo esercitato per gran parte del match, nonostante il brivido finale.

Ora l’attenzione si sposta sull’altra semifinale. Andreeva attende di conoscere chi, tra Marta Kostyuk e Anastasia Potapova, proverà a contenderle il trono di Madrid. Con la forma mostrata sulla terra spagnola, la russa parte con i favori del pronostico per centrare il prestigioso “triplete” di mille.