Niente da fare per le azzurre nelle qualificazioni in Florida. Martina Trevisan subisce la rimonta di Zarazua, mentre Lucrezia Stefanini si arrende a Diane Parry dopo oltre tre ore di un match infinito.
Il sole di Miami non sorride ai colori azzurri in questo avvio di settimana. Il lunedì dedicato ai primi turni delle qualificazioni del WTA 1000 di Miami si chiude con un bilancio deficitario per l’Italia: due sconfitte pesanti, non tanto nel punteggio quanto nelle modalità, arrivate al termine di battaglie logoranti che hanno visto le nostre portacolori lottare fino all’ultima goccia di sudore senza però riuscire a scardinare il muro delle avversarie.
Martina Trevisan: un avvio sprint non basta
Il match tra Martina Trevisan e la messicana Renata Zarazua, settima testa di serie del tabellone cadetto, è stato un vero e proprio ottovolante di emozioni durato quasi tre ore. L’inizio della toscana era stato ai limiti della perfezione: un tennis aggressivo, profondo e solido che aveva tramortito la Zarazua, incapace di arginare le traiettorie mancine dell’azzurra.
In un amen, Trevisan si era ritrovata avanti 4-0, con il set apparentemente in ghiaccio. Tuttavia, la messicana ha confermato le sue doti di grande lottatrice, risalendo punto su punto fino al 4-4. Martina ha avuto il merito di non farsi travolgere dal rientro della rivale, riuscendo a piazzare la zampata decisiva per il 6-4 che ha chiuso la prima frazione.
Da lì in poi, però, l’inerzia della sfida è scivolata lentamente nelle mani di Zarazua. La messicana ha alzato il livello della difesa, costringendo l’italiana a rischi sempre maggiori. Il break al quinto gioco del secondo set ha incrinato le certezze di Martina, che ha finito per cedere 6-3. Nel terzo set, la stanchezza ha giocato un ruolo chiave: Zarazua è scappata subito sul 2-0 e, nonostante un tentativo di reazione della Trevisan, ha mantenuto il controllo delle operazioni chiudendo con un altro 6-3 dopo due ore e cinquantacinque minuti di gioco.
Lucrezia Stefanini: una maratona di rimpianti
Se il match della Trevisan è stato lungo, quello di Lucrezia Stefanini è entrato di diritto nella categoria delle “epiche” del circuito WTA. L’azzurra si è arresa alla francese Diane Parry dopo una battaglia di tre ore e ventidue minuti, conclusasi col punteggio di 6-2 4-6 7-5.
La Parry, dotata di un gioco più classico e vario, ha dominato il primo parziale, ma ha dovuto subire la proverbiale resilienza della Stefanini nel secondo. Lucrezia, sotto i colpi del rovescio monomano della transalpina, ha trovato la forza di reagire, salendo 5-2 e resistendo al tentativo di rientro della Parry per pareggiare i conti sul 6-4.
Il terzo set è stato un dramma sportivo. Stefanini ha recuperato un break di svantaggio iniziale, ha lottato su ogni palla corta e ha annullato palle break pesantissime. Quando è riuscita a portarsi sul 5-5 dopo una rincorsa affannosa, sembrava che l’inerzia potesse finalmente premiare il suo cuore. Invece, nel momento del “dentro o fuori”, Parry ha trovato maggiore lucidità: ha tenuto il servizio per il 6-5 e ha poi aggredito l’azzurra nel dodicesimo game, chiudendo al primo match point e lasciando la Stefanini con un pugno di mosche e tanta stanchezza.
RISULTATI QUALIFICAZIONI WTA MIAMI (1° TURNO)
| Match | Risultato Finale | Durata Incontro | Stato |
| Renata Zarazua (7) b. Martina Trevisan | 4-6, 6-3, 6-3 | 2h 55′ | 🇮🇹 Eliminata |
| Diane Parry b. Lucrezia Stefanini | 6-2, 4-6, 7-5 | 3h 22′ | 🇮🇹 Eliminata |
Analisi e prospettive
La sconfitta delle due azzurre priva il tabellone principale di due possibili protagoniste che, su questi campi, avrebbero potuto dire la loro. Resta il rammarico per non aver capitalizzato i momenti di vantaggio (specialmente per Trevisan nel primo set), ma anche la consapevolezza che il livello medio delle qualificazioni nei 1000 è ormai parificabile a quello di un main draw di un torneo minore.
Per Martina e Lucrezia il tour prosegue, ma il cemento della Florida lascia un retrogusto amaro difficile da smaltire in fretta.

