Un’intera giornata di tennis per recuperare il tempo perduto. Il WTA di Seul ha costretto le sue protagoniste a una vera e propria maratona, mettendo in scena quarti di finale e semifinali nello stesso giorno per via della pioggia che ha bloccato il programma. Il verdetto è stato senza appello, sancendo la finale che tutti si aspettavano, ma con un percorso tutt’altro che banale: a contendersi il titolo saranno la numero uno del mondo Iga Swiatek e la russa Ekaterina Alexandrova, due stili di gioco agli antipodi pronti a scontrarsi per la gloria.
I Quarti di Finale: tra conferme e sorprese sconcertanti
La giornata si è aperta con una serie di incontri che hanno da subito dato l’idea di un equilibrio precario. La prima a scendere in campo è stata l’inarrestabile Iga Swiatek, che ha spazzato via la ceca Barbora Krejcikova con un’autorità disarmante, un 6-0, 6-3 in poco più di un’ora che ha ribadito la sua candidatura al titolo.
Ma il vero colpo di scena è arrivato poco dopo: la giovane australiana Maya Joint, un nome che ha iniziato a brillare in questo torneo, ha annichilito la testa di serie numero tre, la danese Clara Tauson, con un clamoroso 6-0, 6-3. Una prestazione che ha lasciato tutti a bocca aperta e ha spianato la strada a una semifinale da sogno per la giovane australiana.
Sul lato opposto del tabellone, la ceca Katerina Siniakova ha rispettato il pronostico contro l’olandese Suzan Lamens, vincendo per 6-1, 7-5, ma dovendo ricorrere a un finale in rimonta dopo un secondo set in cui era scappata sul 4-0. Infine, la russa Ekaterina Alexandrova ha confermato le aspettative, superando la qualificata tedesca Ella Seidel con un doppio 6-2, 6-3, con una partita segnata da una sfilza di break che ha messo in mostra la sua potenza in risposta.
Le Semifinali: l’implacabile marcia di Swiatek
Nel pomeriggio, il programma si è spostato sulle semifinali, e la prima a rientrare in campo è stata Iga Swiatek. La polacca ha affrontato la sorpresa del torneo, Maya Joint, e ha dimostrato ancora una volta perché è considerata la migliore del mondo. Il match è stato un monologo: un devastante 6-0, 6-2 in poco più di un’ora, con Swiatek che ha messo in mostra una solidità mentale e un’efficacia implacabile. Anche nel secondo set, quando l’australiana ha provato a reagire, la polacca ha spento ogni speranza, annullando due palle per il contro-break sul 2-1 e chiudendo la partita senza lasciare scampo.
La pazienza e il potere di Alexandrova
L’altra semifinale ha offerto un tennis diverso, fatto di potenza e di nervi saldi. Ekaterina Alexandrova ha affrontato la finalista di doppio di Wimbledon, Katerina Siniakova, in un incontro che ha avuto più di un ribaltamento. Dopo aver vinto un combattuto primo set per 6-4, la russa ha dovuto affrontare un momento di crisi nel secondo parziale, quando Siniakova è scappata sul 2-0 con un break in apertura. Ma è qui che Alexandrova ha dimostrato la sua resilienza: con una pazienza e una potenza crescenti, ha messo a segno una serie di sei giochi consecutivi che hanno sigillato il match con un netto 6-2. Una vittoria di carattere che le ha permesso di staccare il pass per la finale.
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla sfida decisiva. Da un lato, la precisione chirurgica e l’atletismo straordinario di Iga Swiatek. Dall’altro, la potenza esplosiva e l’imprevedibilità di Ekaterina Alexandrova. Un duello tra due stili diametralmente opposti, una scacchiera di precisione contro la potenza pura, che promette di chiudere la maratona di Seul con il più emozionante degli epiloghi.

